Gaetano Angellotti

Le critiche di Renica «Io avrei tenuto Carlo Ancelotti»

Gaetano Angellotti,  

Le critiche di Renica «Io avrei tenuto Carlo Ancelotti»

Alessandro Renica è uno degli “eroi” del Napoli dell’epoca Maradona, ancora oggi amatissimo dai tifosi azzurri per quel gol del 3-0 alla Juve in Cappa Uefa, che a meno di un giro di lancette dai calci di rigore spalancò la porta delle semifinali e della conquista dell’unico trofeo europeo della storia partenopea. Renica ha esordito in Serie A con la Lanerossi Vicenza, ma fu con la maglia della Sampdoria, in cui militò dal 1982 al 1985, a mettersi in evidenza. Al punto da essere prelevato da Ferlaino, che intorno a Maradona stava costruendo un Napoli degno del miglior calciatore del mondo.

Renica, per chi tiferà stasera?

«Sono legato da bei ricordi con la Samp, ma è noto che il mio cuore batte senza dubbio per il Napoli. Spero che riesca dare continuità di risultati dopo la vittoria con la Juve e a risollevarsi».

Entrambe le squadre non vivono la loro stagione migliore, per quanto riguarda il Napoli forse nessuno l’avrebbe pronosticato…

«Sì, negli ultimi anni la Samp di certo non era più abituata a lottare per la salvezza. Il Napoli poi partiva addirittura con ambizioni scudetto, oggi invece se dovesse riuscire a centrare il quarto posto utile per la Champions del prossimo anno sarebbe un miracolo sportivo».

Che idea si è fatto di questo disastro inaspettato? Quali sono state le cause?

«E’ sempre difficile dirlo dall’esterno, ma di certo hanno contribuito molti fattori. Non si può, come spesso però viene fatto, buttare la croce addosso all’uno o all’altro, tanto per “dare in pasto alla piazza” un colpevole. Non è giusto, soprattutto a Napoli, dove conosciamo tutti la passione e il calore della tifoseria. Invece non c’è stata una comunicazione trasparente sull’accaduto, ognuno ha iniziato a fare ipotesi, anche inverosimili. Mi rifiuto di credere, ad esempio, che i calciatori in alcune partite abbiano “tirato indietro la gamba”. Come risultato di tutte queste voci incontrollate, la confusione è aumentata in maniera esponenziale. Dire la verità sicuramente avrebbe fatto meno danni».

Ritiene che Gattuso sia l’allenatore giusto per uscire da questa situazione?

«Io avrei concluso la stagione con Ancelotti, per poi programmare il futuro in base all’esito. Se le cose si fossero messe ancora peggio avrei puntato su un traghettatore più esperto di queste situazioni, tipo Reja. Gattuso non è questo tipo di allenatore, è un tecnico che ha bisogno di tempo per affermare il suo lavoro, almeno due anni. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto succedere nel malaugurato caso in cui fosse uscito dalla Coppa Italia contro la Lazio e non avesse fatto risultato con la Juve. Si sarebbe bruciato anche lui».

Come vede il futuro del Napoli? De Laurentiis non è mai stato così attivo sul mercato di gennaio…

«Bisogna vedere quali obiettivi ci si pone. Se prendi Higuain, è chiaro che vuoi competere per lo scudetto con la Juve. Se prendi Petagna, con tutto il rispetto, è ovvio che ti poni altri obiettivi. Anche gli altri acquisti, a parte Politano, non è che siano dei fuoriclasse. Forse lo diventeranno. Forse. Ma come ho sempre detto, il Napoli non è la Juve, l’Inter o il Milan che hanno alle spalle disponibilità finanziarie pressoché illimitate. Per questo la politica di De Laurentiis è quella di puntare su giocatori di prospettiva da rivendere in futuro: ma se questo meccanismo si inceppa, anche per una sola stagione, diventa difficile restare nel giro delle grandi».

CRONACA