Caos sul concorsone in Campania: accolti i primi ricorsi

Guglielmo Iezzi,  

Caos sul concorsone in Campania: accolti i primi ricorsi

Il concorso per la Regione Campania inciampa in un nuovo ostacolo e somiglia sempre di più a un’odissea. Il Tar della Campania, con decreto cautelare del 30 gennaio, ha accolto i primi ricorsi nella categoria D, quelli presentati da 42 laureati che in questo modo potranno partecipare alla seconda prova scritta che si svolgerà a partire dal prossimo 10 febbraio. Non basta, il numero degli ammessi a causa dei ricorsi potrebbe salire nei prossimi giorni visto che è ancora possibile intraprendere iniziative legali. Proprio la categoria dei laureati era stata oggetto dell’ultimo doppio impaccio del Formez che a dicembre, per un problema tecnico del software di correzione, aveva riattribuito i punteggi stilando una nuova graduatoria. Quello che sembrava l’ultimo step di un iter già alquanto burrascoso si è invece arricchito di un ulteriore capitolo quando una settimana fa l’elenco degli ammessi nella categoria D veniva ulteriormente aggiornato per un ricalcolo. Ora il decreto del Tribunale amministrativo regionale della Campania, seppur in via cautelare, ammette gli esclusi e di conseguenza la possibilità che nelle prove preselettive si siano verificati i due principali problemi segnalati. In primis, come spiega l’avvocato Antonio De Angelis – promotore del ricorso provvisoriamente accolto dal Tar della Campania – «c’è la questione dell’anonimato poiché risulta che a conclusione delle prove il cartoncino anagrafico e il foglio delle risposte venissero consegnati senza che fossero prontamente inseriti nelle due buste piccola e grande come stabilito dal DPR 278/1994». Poi ci sono i ritardi e l’atipicità nella distribuzione degli ammessi rispetto ai vari giorni in cui si sosteneva la prova. Per capire meglio i tempi biblici del concorsone Campania bisogna ripercorrere a ritroso le puntate di questa saga infinita e arrivare a questa estate quando il governatore Vincenzo De Luca, dettava un’agenda strettissima: «A ottobre già lavoreranno i primi giovani». Si procede spediti: il 25 settembre Formez annuncia le correzioni a lettore ottico entro i primi giorni di ottobre. Invece gli esiti della categoria D arrivano solo il 19 novembre e qui spuntano nuove perplessità. I laureati erano divisi in nove gruppi in altrettante sessioni con prove differenti ma medesimo coefficiente di difficoltà. Controllando le graduatorie, però, si nota che circa un terzo degli ammessi (a seconda dei profili) è concentrato nella giornata del 20 luglio, prova delle ore 15. Addirittura in alcuni profili (VGD) la percentuale supera il 50. In termini legali, l’avvocato De Angelis parla di «manifesta irragionevolezza nella distribuzione delle percentuali degli ammessi. Nessun imbroglio, ma la disomogeneità suggerisce la concreta possibilità che alcuni giorni i test fossero più semplici». Dopo questo pronunciamento del Tar sui gruppi facebook nati per scambiarsi supporto e consigli, si registra un mix di sentimenti avversi. Chi aveva superato la preselettiva esprime rabbia e delusione per il decreto, mentre chi aveva fatto ricorso evidenzia che si tratta di una prima vittoria per dimostrare che l’iter del concorso è stato tutt’altro che lineare. Una posizione più moderata di quella dello stesso De Luca che dopo le prime difese d’ufficio del Formez appellandosi alla “palude burocratica”, aveva definito i ritardi “vergognosi” e la gestione “disastrosa”. L’unica cosa certa è che potrebbero esserci nuovi colpi di scena non appena sarà nota la data del secondo step per i diplomati e il tribunale amministrativo si pronuncerà. anche sui ricorsi già depositati per questa categoria.

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