Ciro Formisano

Torre Annunziata. Esercito, concorsi truccati. I pm:«20mila € per un posto»

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata. Esercito, concorsi truccati. I pm:«20mila € per un posto»

Oltre 60 casi di riciclaggio del famoso algoritmo “magico”. Centinaia di tangenti pagate per acquistare la formula vincente. Una montagna di soldi sborsati per risultare idonei alle prove scritte per entrare nell’Esercito, nell’Areonautica, nella Capitaneria di Porto. Cifre che oscillavano dai 4.000 ai 20.000 euro. Sono i numeri venuti fuori dal secondo filone d’indagine aperto dalla procura di Napoli sul presunto sistema dei concorsi truccati: il terremoto giudiziario che negli scorsi anni ha travolto esperti informatici ed ex ufficiali.

Tutti accusati di aver messo insieme un tesoro vendendo agli aspiranti militari la chiave d’accesso per riuscire a superare a pieni voti la selezione scritta e indossare la divisa. Nei mesi scorsi, infatti, il sostituto procuratore Giancarlo Novelli, ha chiuso uno dei tanti capitoli della mastodontica indagine condotta, nel 2016, dai pm partenopei e dagli uomini della Guardia di Finanza. Sono 151 le persone indagate per il reato di ricettazione.

Numeri che si sommano ai presunti protagonisti della vicenda, alcuni dei quali già condannati in primo grado – nel processo con rito abbreviato – a pene di 1 e 2 anni di carcere per associazione a delinquere e rivelazione del segreto d’ufficio. Dopo aver incastrato i protagonisti del sistema gli inquirenti hanno messo ai raggi X gli elenchi degli aspiranti militari che avrebbero beneficiato del famoso “algoritmo” venduto per passare la prova scritta.

Un supplemento d’indagine che ha portato alla luce quanto diffuso fosse quel sistema smantellato dalle indagini. I nuovi indagati – buona parte dei quali originari della provincia di Napoli (da Pompei a Torre Annunziata passando per l’area vesuviana) – avrebbero comprato l’algoritmo dalle mani di ufficiali e professionisti.

Tra questi anche l’ex generale Ciro Fiore, figura molto nota a Torre ed ex dirigente del Savoia Calcio. Fiore è accusato di aver venduto la “formula magica” ai ragazzi – tutti sotto i 30 anni – alla ricerca di un posto di lavoro. Il suo nome è legato a decine di episodi finiti al centro del secondo filone d’indagine che ha travolto gli aspiranti militari.  Secondo la procura di Napoli i giovani, assieme ai loro genitori, avrebbero trattato l’acquisto dell’algoritmo.

E quasi tutti, salvo poche eccezioni, grazie a questo sistema sono riusciti a superare le prove scritte legate al concorso pubblico per titoli ed esami per il reclutamento per l’anno 2016 di 2.013 volontari in ferma prefissata quadriennale (i così detti VFP4). Per gli inquirenti tutti avrebbero versato «ingenti somme di denaro» per l’algoritmo che avrebbe consentito loro di «rispondere correttamente a tutti i quiz di matematica e logica, estratti nel contesto della prova scritta». Il tutto utilizzando una formula di «provenienza delittuosa – scrivono gli inquirenti – perchè provento dei delitti di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio».

Nei prossimi mesi si aprirà il processo. E i giovani accusati di aver “barato” pur di entrare nell’esercito dovranno difendersi dalle durissime accuse mosse a loro carico dai pm che hanno scoperchiato il sistema dei concorsi truccati.

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