Alimenti scaduti agli alunni di Massa Lubrense: mamme in rivolta, ditta punita

Salvatore Dare,  

Alimenti scaduti agli alunni di Massa Lubrense: mamme in rivolta, ditta punita

Cibo scaduto di un giorno alla mensa scolastica. Scoppia il putiferio a Massa Lubrense con i genitori degli alunni che sono in subbuglio tanto da chiedere un intervento al sindaco Lorenzo Balducelli. Il quale, dopo una riunione con le madri dei bambini che frequentano la scuola primaria, ha disposto urgenti accertamenti sul caso preannunciando in una nota la volontà di applicare una sorta di penale alla cooperativa Prisma, titolare della gestione del servizio di refezione. Tutto parte due giorni fa quando tra i genitori si sparge la voce che alla mensa era stato distribuito dell’affettato scaduto. La notizia circola anche nei gruppi whatsapp fino a quando una madre di un alunno pubblica una fotografia eloquente sui social network. Si tratta di un prodotto, un arrosto di tacchino imbustato, che riporta la data di scadenza: 2 febbraio. Stando all’accusa mossa dalle famiglie dei bambini, il pasto era stato servito il giorno successivo, cioè il 3, quindi violando i termini della scadenza. Non solo: l’arrosto di tacchino, stando all’etichetta, risulta essere confezionato il giorno 4 dicembre 2019. Ovvero, due mesi fa. Manco a dirlo esplode la bufera. Il caos investe anche l’amministrazione comunale di largo Vescovado con segnalazioni a raffica. Ieri mattina, decine di genitori si sono dati appuntamento in municipio ed hanno ottenuto un incontro urgente proprio con Balducelli. Il primo cittadino di Massa Lubrense – che già in passato aveva fatto visita ai locali scolastici consumando anche il pranzo con i bimbi così da testimoniare la bontà del servizio – ha preso atto della situazione e ha preannunciato l’intenzione di far partire degli accertamenti. Balducelli ha trasmesso un atto di indirizzo al responsabile dell’ufficio scuola del Comune, Antonino Prisco, evidenziando «la gravità dell’accaduto», ha chiesto al funzionario di «procedere alla luce di quanto previsto dal capitolato d’appalto e del contratto tra il Comune e la ditta incaricata del servizio alla formale contestazione e all’applicazione della penale prevista». Sempre il sindaco ha previsto di «provvedere celermente alle analisi dei campioni del cibo scaduto e somministrato allo scopo di verificarne la composizione a tutela della salute degli scolari e degli insegnanti». Poche ore ed il dirigente Prisco si attiva. E invia una nota a Prisma, Balducelli, alla consigliera comunale delegata alla pubblica istruzione Maria Cacace e alla dirigente scolastica Rita Parlato degli istituti Pulcarelli e Pastena. Nella lettera si evidenzia l’apertura del procedimento amministrativo oltre la concessione del termine di 10 giorni per la ditta che, in questo lasso di tempo, potrà ribattere con alcune controdeduzioni. Alla fine, se il Comune di Massa Lubrense non dovesse accogliere le eventuali repliche della cooperativa, farà scattare la penale. Fonti municipali affermano, in via informale, che l’intero lotto di arrosto di tacchino con scadenza 2 febbraio è stato bloccato.

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