Cento medaglie agli eroi sorrentini deportati nei lager

Salvatore Dare,  

Cento medaglie agli eroi sorrentini deportati nei lager

Cento nomi. Cento storie. Cento superstiti all’orrore nazista. Strappati alla libertà e alle famiglie all’improvviso, tenuti in ostaggio nei lager, per giorni, intere settimane, mesi, prima di poter fare finalmente ritorno a Sorrento sani e salvi, ma con l’animo segnato per sempre da ciò che hanno visto e subito nei campi di concentramento. Un incubo crudele, sanguinario, folle. Un’atrocità che oggigiorno va tenuta viva per alimentare di rimbalzo il culto della memoria, per non dimenticare le ferite infami inferte dalla seconda guerra mondiale e dal Fuhrer. Sì, perché oggi, in questo Paese malato in cui qualcuno contesta addirittura la Shoah, in cui c’è gente fuori di testa che addirittura minaccia di morte Liliana Segre, in cui una senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz è costretta a dover vivere sotto scorta perché si teme per la sua incolumità, bisogna combattere con la cultura del ricordo. L’unica soluzione è fare sistema fronteggiando i novelli terrapiattisti dell’odio. Perché si deve evitare che ciò che è stato possa tornare con prepotenza e arroganza. Magari, aprendo le menti. Ecco perché sostenere con vigore e sottolineare nei dettagli la storia delle 100 medaglie d’onore assegnate dalla presidenza del consiglio dei ministri ai deportati nei campi di concentramento originari della penisola sorrentina appare doverosamente e necessariamente importante. Anzi, dannatamente importante. La notizia è ufficiale da qualche ora, tanto che nelle mani del cavaliere Michele Gargiulo, presidente dell’associazione combattenti e reduci della penisola sorrentina, c’è già un corposo elenco di coloro che risultano essere insigniti del riconoscimento. Nomi, cognomi, date di nascita, città di origine. «Adesso però ci serve una mano – sottolinea proprio Gargiulo – Dobbiamo rintracciare tutti i deportati e, nel caso, trovare gli eredi e i parenti». Non è un lavoro facile, ma anche stavolta – in raccordo con la Prefettura di Napoli e i Comuni di riferimento – l’associazione riuscirà a centrare la missione come già fatto di recente. La concessione della medaglia d’onore – istituita, con tanto di legge, nel 2006 – è un momento toccante, che può e deve divenire nevralgico nella vita sociale delle nuove generazioni che rischiano di allontanarsi dalla storia perché presi dai social, dai clic. E magari, quando si imbattono in una notizia sparata in rete, pensano immediatamente alla fake news di turno e vanno avanti a caccia dell’ennesima “scrollata” di foto su Instagram. «Speriamo che queste 100 medaglie risveglino, pure mediaticamente, una coscienza civile adeguata al momento – chiosa un emozionato Gargiulo – Siamo in campo come associazione con un impegno costante. Ma è abbastanza evidente che in questa filiera sociale una posizione di assoluta centralità sia rivestita dalle scuole». La cerimonia di assegnazione delle medaglie di onore si terrà nel corso delle prossime settimane presso la sede della Prefettura di Napoli alla presenza dei parenti dei deportati e dei sei sindaci della penisola sorrentina.

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