Teresa Palmese,  

Bufera sul servizio della refezione scolastica che appena due giorni fa è stato assegnato a una nuova ditta, la Slem con sede legale a Piano di Sorrento. Tra ritardi e disservizi, immortalati dalle mamme con tanto di scatti e video che potrebbero ora finire al centro di un esposto, spuntano ancora veleni sulla mensa che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Amitrano ha dovuto prima assicurare tramite una pro- roga tecnica e poi soltanto dopo diverse settimane di indagini tramite la firma del contratto definitivo. Colpa di una presunta offerta anomala che andava valutata dai vertici di Palazzo de Fusco prima dell’assegnazione del bando di gara da un milione di euro. E ora, quando tutto sembrava filare liscio, c’è un nuovo caso a far discutere. Si tratta delle anomalie registrate nel servizio della refezione scolastica nelle scuole statali d’infanzia denunciate dalle mamme già mercoledì mattina, ovvero al debutto della nuova ditta, e confermate pure nella giornata di ieri. Secondo i genitori, sul piede di guerra e pronti a scrivere direttamente al sindaco dopo un primo sopralluogo anche in Comune, le pietanze sarebbero arrivate in ritardo e poco cotte. Tant’è che i vertici del plesso Capone, alle spalle dell’ex Pretura, avrebbero preferito rispedire al mittente gli alimenti perché arrivati in forte riardo. Un bando, quella della mensa scolastica, ormai ribattezzato dei veleni. Da gennaio il servizio finalizzato ad assicurare pasti caldi ai bambini delle materne di Pompei era stato messo in discussione. Fu il dirigente Raimondo Sorrentino a inviare una nota urgente alle dirigenti scolastiche per comunicare la sospensione momentanea del servizio fino a data da destinarsi per la verifica delle offerte pervenute. Poi la proroga tecnica fino all’assegnazione del bando registrata il 30 gennaio per scongiurare disservizi: il Rup ha valutato «le giustificazioni presentate della ditta risultata aggiudicataria del servizio esaustive e sufficienti a dimostrare che l’offerta sia nel suo complesso non anomala e congrua al ribasso del 32% sull’importo posto a base d’asta».

Verbali di gara sui quali ora accendono i riflettori i consiglieri del Partito Democratico, che intendono vederci chiaro. E’ proprio il gruppo consiliare dem – composto da Luigi Lo Sapio, Vincenzo Mazzetti, Bartolo Martire e Franco Gallo – responsabile delle politiche sociali presso il Comune di Pompei. Non solo tramite l’assessore Carmine Massaro, ma anche alla luce della presidenza della commissione affidata proprio a Mazzetti. «E’ una situazione imbarazzante – afferma il gruppo del Pd – da domani (oggi, ndr) saremo tra le aule a controllare che il cibo arrivi in buone condizioni. Dovrà collaborare in questo anche il dirigente competente, Raimondo Sorrentino, visto che parliamo di un servizio importantissimo per la comunità. Come consiglieri, e soprattutto genitori, non possiamo permettere che ai bambini venga somministrato cibo non di qualità nella preparazione. Il bando di gara andava gestito diversamente e soprattutto si è partiti col piede sbagliato. L’appalto della mensa scolastica merita le giuste attenzioni, invece lo stesso servizio è cominciato in maniera disastrosa e al plesso Capone non c’è stata addirittura la possibilità di far mangiare ai bambini. Siamo preoccupati per il servizio offerto dopo appena due giorni e saremo vigili nel controllo dell’operato di questa azienda. Siamo vicini alle mamme e monitoreremo l’evolversi di una situazione che da subito è sembrata poco chiara per il ribasso anomalo. Alcune mamme starebbero già preparando un esposto, il nostro auspicio è che l’emergenza rientri quanto prima e che la ditta adempia al suo compito in maniera impeccabile. Alle mamme possiamo soltanto dire di mettere nero su bianco le anomalie riscontrare e comunicarle per tempo al Comune». Il Pd, d’altronde, aveva sollevato primi dubbi già sulla legittimità di alcune commissioni esaminatrici. Era il 20 ottobre scorso. Lo scontro, dal sapore tutto politico, vertiva sulla opportunità e sulla «legittimità» di nomine interne alle commissioni di gara per i bandi anche recenti indetti da Palazzo De Fusco. A sollevare i dubbi dei consiglieri «dissidenti» era stata soprattutto l’ultima chiacchierata vicenda legata alla nomina dei membri della Commissione per la valutazione delle offerte in merito all’appalto da circa un milione di euro che avrebbe affidato per tre anni – a partire dal mese di ottobre del 2019 e fino al maggio del 2022 – il «servizio di refezione scolastica per le scuole dell’infanzia del territorio del Comune di Pompei». A sollevare il caso lo scorso 11 settembre, vale a dire il giorno successivo alla nomina della Commissione, fu lo stesso Segretario Generale del Comune di Pompei, Monica Siani: «esclusa» in favore di una terna di commissari composta «da un dipendente dell’Ente che non è in possesso» – a suo dire – «dei requisiti, della professionalità e dell’esperienza necessari a gestire una procedura per l’affidamento di un servizio da circa un milione di euro».

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