Agguato di camorra. L’omertà dei vicoli frena le indagini

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Agguato di camorra. L’omertà dei vicoli frena le indagini

TORRE ANNUNZIATA – Auto a due passi dalla Basilica Aperto un fascicolo in Procura. Ma l’auto è sparita nel nulla. Nessuno ha denunciato. Nessuno ha voluto raccontare ciò che ha visto. Nessuno si è presentato dalle forze dell’ordine per far luce sull’ennesimo agguato messo a segno nei vicoli di Fortapàsc. Persino l’auto crivellata dai colpi dei killer è sparita nel nulla, inghiottita dal silenzio. Un silenzio che racconta il dominio della camorra. L’omertà vince ancora a Torre Annunziata. A diversi giorni dall’incredibile raid armato messo a segno nel rione Carceri, sull’ennesimo delitto mancato restano ancora tante, troppe ombre. L’unica certezza è che quel tentato omicidio rientra a pieno titolo nella guerra di successione in cima alla cupola della malavita locale. E in particolare al clan Gionta, la cosca rimasta orfana dei padrini sepolti vivi al carcere duro.

Le indagini

L’episodio mercoledì notte. Secondo le prime ricostruzioni un commando armato composto da almeno due killer avrebbe raggiunto l’auto di un noto pregiudicato della zona. I sicari, dopo aver bloccato la vittima nel cuore di quel rione cadente, hanno cominciato a sparare all’impazzata. Almeno 10 i colpi di pistola esplosi all’indirizzo dell’uomo. Il pregiudicato, solo per una fortunata casualità, è riuscito a scappare dopo essere stato salvato dalle lamiere della sua auto. L’uomo avrebbe minacciato i suoi sicari prima di far perdere le proprie tracce. Ma la necessità di far luce su questo agguato, l’ennesimo, si scontra ancora con i silenzi. Nessuno dei cittadini della zona – da sempre uno dei fortini della criminalità organizzata – ha voluto offrire spunti o raccontare ciò che ha visto e sentito. Eppure sul posto le forze dell’ordine, intervenute qualche istante dopo, hanno ritrovato diversi frammenti di proiettile. E’ la prova, evidente, che qualcuno ha sparato. E si suppone anche che il movente sia legato proprio alle nuove gerarchie criminali che vanno delineandosi in città nel corso di questi mesi. Peccato che nessuno ha confermato di aver visto quella Fiat 500 parcheggiata a pochi passi dalla Basilica della Madonna della Neve. La stessa auto che pochi istanti dopo sarebbe stata colpita dai proiettili dei killer arrivati in sella ad uno scooter di grossa cilindrata. Solo una timida segnalazione anonima.

L’inchiesta

Una vicenda che però gli inquirenti non vogliono sottovalutare. Il rischio che l’agguato mancato ai danni di quel pregiudicato possa innescare una faida è forte, concreto. Un pericolo che si regge sui tanti, troppi raid che negli ultimi mesi hanno seminato il panico nelle strade e nei vicoli di Torre Annunziata. Sul caso è stato aperto un fascicolo che per ora è nelle mani dei pm della procura oplontina. L’obiettivo dei pm è dare un volto e un nome a quei banditi per riuscire a definire i nuovi equilibri in atto nei vicoli della camorra. Anche se il lavoro degli investigatori si preannuncia quasi proibitivo. Oltre ai silenzi dei cittadini della zona c’è anche l’assenza di telecamere di videosorveglianza. E l’assenza di occhi elettronici in grado di ricostruire la dinamica dell’agguato rappresenta l’ennesimo ostacolo al lavoro delle forze dell’ordine. Un lavoro che si preannuncia complesso. Come è complesso scoprire autori e mandanti dell’infinita serie di agguati, stese e raid dinamitardi messi a segno nel corso degli ultimi mesi. Anche se un filo conduttore potrebbe esserci. Le forze dell’ordine, infatti, non escludono che l’episodio della scorsa sera possa essere collegato ad altri agguati registrati nelle scorse settimane. Una serie di vendette incrociate. Una strategia della tensione messa in campo per mettere le mani sugli scettri dei padrini. I tanti super boss sepolti vivi al carcere duro grazie alle inchieste che hanno messo in ginocchio un’intera dinastia criminale. Anche l’Antimafia ha aperto un fascicolo sull’escalation criminale che ha travolto Torre Annunziata. Per gli 007 della Dda esiste un collegamento reale tra tanti episodi di cronaca registrati nel corso di questi ultimi mesi, almeno dalla metà del 2019 ad oggi. Un periodo nel quale si sono registrate, tra l’altro, anche le scarcerazioni eccellenti di alcuni personaggi di spicco delle cosche che da decenni si spartiscono il monopolio degli affari illeciti. Una cupola criminale ancora una volta protetta dal silenzio di chi preferisce restare dalla parte sbagliata.

 

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