Appalti, patto tra Comune di Piano di Sorrento e prefetto. Più controlli anti-infiltrazioni

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Appalti, patto tra Comune di Piano di Sorrento e prefetto. Più controlli anti-infiltrazioni

Un messaggio forte e chiaro che punta a elevare i controlli antimafia e rilanciare la trasparenza in procedure amministrative e appalti. La giunta di Piano di Sorrento ha deciso di scendere in campo e sottoscrivere il protocollo d’intesa per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nell’economia legale: via libera, dall’esecutivo guidato dal sindaco Vincenzo Iaccarino, alla firma del provvedimento sostenuto dalla Prefettura di Napoli. La svolta è arrivata in una delle ultime riunioni della giunta. Su input di Iaccarino, la squadra di governo cittadino ha voluto approvare l’atto di indirizzo che impegnerà il primo cittadino di Piano di Sorrento a sottoscrivere la convenzione con la Prefettura. Quest’intesa avrà durata di due anni e sarà anche rinnovata. In penisola sorrentina, Piano di Sorrento è il secondo Comune a sposare la linea rigida della Prefettura. In precedenza, lo scorso mese di dicembre, fu il turno dell’amministrazione comunale di Vico Equense che, anche alla luce di episodi alquanto inquietanti avvenuti in città nel corso dell’estate scorsa (bombe esplose contro alberghi e ditte edili, numerosi arresti per spaccio di droga e l’ombra della camorra), decise di non indugiare e sposare l’iniziativa lanciata dalla Prefettura anche in collaborazione con la Città metropolitana di Napoli. Mentre qualche altro Comune, tipo Sorrento, ha voluto prendere tempo. Ma nel dettaglio, cosa prevede questo protocollo? Innanzitutto ci sarà un ulteriore opera di rafforzamento della collaborazione già in atto nella prevenzione di infiltrazioni criminali nell’economia, nel settore degli appalti e dei contratti pubblici, del commercio, dell’urbanistica e dell’edilizia. Saranno aumentati i controlli antimafia nel settore opere pubbliche, concessioni, servizi e forniture, del commercio e dell’urbanistica. Le informazioni antimafia saranno acquisite per tutti gli appalti e concessioni di lavori pubblici pari o superiori a 250.000 euro, e per i subappalti di lavori, forniture e servizi pari o superiori a 50.000 euro nonché, a prescindere dal valore, per alcune attività particolarmente sensibili. Significativo per l’edilizia è l’impegno di richiedere le informazioni antimafia anche nei confronti dei privati sottoscrittori di convenzioni di lottizzazione. Verranno monitorati, inoltre, i passaggi ripetuti di licenze commerciali nei settori più sensibili quali la ristorazione, le attività ricettive e di intrattenimento, i giochi e la raccolta di scommesse, la vendita al dettaglio e all’ingrosso e i compro oro. Il protocollo che sta sottoscrivendo la Prefettura si lega anche a un precedente accordo intercorso tra il Ministero dell’Interno e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) che nel 2014 hanno raggiunto un’intesa per le linee guida per l’avvio di un circuito stabile e collaborativo tra Anac, Prefetture ed Enti locali per la prevenzione dei fenomeni di corruzione e la trasparenza dell’azione amministrativa, «al fine di prevenire i gravissimi danni provocati dalla corruzione sul piano etico, economico, della credibilità delle Istituzioni, nonché dell’affidabilità del sistema Paese a livello internazionale».

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