Le 50 nuove case di Sant’Agnello sono pronte, consegna entro la primavera

Salvatore Dare,  

Le 50 nuove case di Sant’Agnello sono pronte, consegna entro la primavera

Il grosso è fatto. E salvo clamorosi colpi di scena entro questa primavera ci sarà anche la consegna degli alloggi. Il complesso di housing sociale di via Monsignor Bonaventura Gargiulo è praticamente completato. Gli operai a cui Shs – la società che fa capo all’ingegnere Antonio Elefante – hanno già provveduto all’installazione di questa sorta di “bosco verticale” che spunta sull’immobile di Sant’Agnello. Lo stesso progettista ha immortalato la scena diffondendo le immagini su Facebook. Sembra dunque essere giunti alle battute finali il progetto che prevede una cinquantina di abitazioni con alcune che verranno destinate agli agenti delle forze dell’ordine in servizio in penisola sorrentina. Dopo anni di polemiche sulla procedura seguita da Shs e dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Piergiorgio Sagristani, la conclusione dell’intervento è prossima. Paiono ormai essere finiti nel dimenticatoio i veleni legati sia al sorteggio dei potenziali acquirenti delle case – tra i quali inizialmente c’era il consigliere comunale di maggioranza Francesco De Angelis, poi rinunciatario – che alla maxi denuncia fake sparsa sui social network ad opera di corvi che addirittura menzionarono nomi di politici legati ai possibili acquirenti delle abitazioni. Lo scorso agosto, il progetto tornò in discussione in aula dove si parlò di una possibile variante al permesso di costruire rilasciato già dal Comune di Sant’Agnello. Con quest’atto si è consentito alla ditta di Elefante di realizzare una palestra riabilitativa – di circa 500 metri quadrati – all’interno del complesso immobiliare. Si tratta di una struttura che sarà destinata a uso pubblico e non dunque esclusivo per i circa 50 acquirenti delle abitazioni della discordia. Il consigliere di opposizione del Movimento Cinque Stelle Fabio Aponte aveva chiesto chiarezza a proposito dell’autorizzazione concessa dall’ente. Motivo? Secondo il grillino, la palestra non rientrava nella convenzione e dunque sarebbe stato necessario aprire un ulteriore procedimento. Sul punto, il vicesindaco con delega all’edilizia Giuseppe Gargiulo rispose all’interrogazione leggendo una relazione del dirigente comunale del settore tecnico Franco Ambrosio: «La variante approvata dalla giunta non comporta modifiche ai contenuti e ai principi stabiliti nella convenzione – le parole dell’assessore – Si tratta di recuperare un porticato al piano terra con il locale che sarà destinato a palestra riabilitativa con uso pubblico. Non c’è bisogno di un’integrazione della convenzione». Il progetto è stato anche al centro di un’inchiesta della Procura di Torre Annunziata che ha acceso i riflettori sull’ormai famoso parere reso dal professore Ferdinando Pinto (estraneo del tutto a qualsiasi tipo di indagine) il quale, prima che venisse rilasciata l’autorizzazione, fu chiamato a pronunciarsi sulla fattibilità dell’intervento con lo strumento urbanistico. Il professore di diritto amministrativo condizionava il via libera al progetto a una sentenza della Corte Costituzionale. Quale? Quella sulla legge che consente il recupero abitativo dei sottotetti, normativa ben diversa dal Piano Casa ma che comunque ipotizzava la possibilità di derogare al Put. Per la Corte Costituzionale non si possono superare i limiti paesaggistici. In soldoni: nessuna deroga. Ciò che ne risulta è che il parere di Pinto potrebbe assumere un valore differente visto che proprio chi l’ha elaborato ritenne di non poter ritenere subito applicabile il progetto di Elefante visto che c’erano dispute sui limiti sanciti dal Put. Eppure, dopo la pronuncia della Consulta, il Comune ha comunque rilasciato il permesso.

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