Sangue a Pompei, ragazzo pestato da una baby gang: fermati tre minorenni

Teresa Palmese,  

Sangue a Pompei, ragazzo pestato da una baby gang: fermati tre minorenni

Prima lo hanno insultato, poi accerchiato e pestato. Davanti a tutti, quasi a sfidare lo Stato e nell’indifferenza di altri coetanei che hanno preferito darsi alla fuga. L’ennesimo caso di violenza a Pompei va in scena ancora per mano di baby gang e ancora nei pressi del centro commerciale La Cartiera. Sono giovanissimi disposti a tutto, alcuni appena 14enni, forti del potere del gruppo. Le loro movenze sono quelle tipiche dei bulli, camminano col petto in fuori e a testa alta. Sono ormai diventati il terrore della Pompei bene, di quei ragazzini acqua e sapone che girano per la città semplicemente per divertirsi. Invece sono costretti ripetutamente a incrociarli pure in centro, soprattutto in piazza Bartolo Longo, piazza Falcone e Borsellino, nonché in via Carlo Alberto. E il copione che va in scena è quello solito, visto e rivisto. «Cos’hai da guardare?», è la frase provocatoria per attaccare briga. E poi giù con calci e pugni. Così è avvenuto l’ultimo pestaggio a Pompei, nel tardo pomeriggio di domenica. Davanti ad altri ragazzini incapaci di reagire. A salvare la giovane vittima è stato l’intervento dei carabinieri della stazione di via Lepanto, coordinati dal maresciallo Angelo Esposito, piombati sul posto insieme agli uomini del nucleo radiomobile di Torre Annunziata. Sono tre i giovani fermati e portati in caserma, interrogati sui motivi che li avrebbero spin- ti a pestare in branco un altro coetaneo. Una moda terribile ormai molto diffusa nella città degli Scavi, dove le forze dell’ordine – che hanno intensificato i controlli nel week-end – stanno provando ad arginare un fenomeno diventato allarmante, in collaborazione con i vertici di Palazzo de Fusco che hanno già provveduto a installare nuove telecamere e nuovi pali d’illuminazione nelle traverse più a rischio, cerchiate in rosso dagli inquirenti. Diversi gruppi di bulli sono finiti pure nel mirino degli agenti del commissariato di polizia di via Sacra, agli ordini del vice questore Stefania Grasso, che pochi giorni fa hanno denunciato sette giovanissimi di Torre Annunziata diventati l’incubo del centro commerciale La Cartiera, ai confini tra Pompei e Scafati. Ragazzini che con destrezza avevano rubato un iPhone di ultima generazione a una loro coetanea, per poi rivenderlo a una terza persona, sempre di Torre Annunziata, denuncia- ta per ricettazione. Un furto, secondo le forze dell’ordine, commesso con estrema facilità nonostante la giovanissima età degli autori. Sono bastati pochi minuti per sottrarre il cellulare alla giovane che era in compagnia del fidanzatino. La ragazzina era seduta sui divanetti del punto ristoro quando si è alzata per andare in bagno. Un movimento veloce che le ha fatto scivolare il cellulare dalla tasca, immediatamente rubato dal branco che era lì a osservare ogni movimento. Nel giro di poco tempo la rivendita dello smartphone, comprato a novembre e dunque di un certo valore, a un uomo che si occupa di proprio di telefonia. Un giro d’affare ricostruito dai poliziotti di Pompei, che sono riusciti a recuperare il cellulare riconsegnandolo alla vittima grazie a un lavoro meticoloso. Già, perché dopo i diversi episodi incresciosi, molti dei quali raccontati dalla mamme soltanto tramite i social, hanno deciso di alzare il tiro. Dalle telecamere di videosorveglianza installate nel centro sono venute fuori intere sequenze di fotogrammi che incastrerebbero i bulli che ormai agiscono secondo un copione preciso. Sono troppe le denunce registrate dalla forze dell’ordine e tutte a firma di genitori che hanno raccontato in lacrime dei pestaggi dei propri figli minori. Lo scorso anno un giovane fu persino colpito in pieno volto col casco, vivo soltanto per miracolo.

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