Svolta inclusione sociale. Arriva un milione di euro per i Comuni dei monti Lattari

Elena Pontoriero,  

Svolta inclusione sociale. Arriva un milione di euro per i Comuni dei monti Lattari

Una nuova possibilità dagli ambiti sociali per la realizzazione del progetto “Itia”, intese territoriali di inclusione attiva. Un piano di recupero e sostegno per le famiglie in difficoltà economica. Un progetto presentato anche dal Comune di Sant’Antonio Abate, capofila dell’Ambito 32, che ha incassato un finanziamento di un milione e 51mila 558 euro da investire su tutto il territorio dei Lattari. E non solo. A far parte dello stesso ambito c’è anche Pompei. La durata del progetto è di 30 mesi ed è aperto ai Comuni di Gragnano, Casola, Pimonte, Agerola, Pimonte, Santa Maria la Carità, Pompei e Sant’Antonio Abate. Diverse le azione contenute nel piano Itia e che, pochi giorni fa, sono state annunciate dall’amministrazione Abagnale. Il progetto è articolato in diverse azioni integrate e condivise. L’azione A, ovvero lo spazio ascolto; l’azione B, il sostegno orientativo e i percorsi formativi; l’azione C, in particolare dedicata ai soggetti svantaggiati e ai disabili. Nello specifico, il progetto si concretizzerà (per l’azione A) con uno spazio ascolto che prevede una prima accoglienza, l’ascolto e l’analisi della domanda d’aiuto familiare per il sostegno e l’aiuto di genitori e minori. Verrà gestito uno spazio neutro protetto per gli incontri tra genitori e figli con problemi di relazione e mediazione, con il supporto di un’equipe multidisciplinare. Nel secondo mese di attività verrà realizzato il sostegno alla genitorialità, una volta a settimana per quattro ore al giorno. Nell’azione B sono compresi i servizi di sostegno orientativo, che hanno l’obiettivo di realizzare una preparazione del soggetto, non solo di tipo operativo ma anche di carattere personale. In aggiunta i percorsi formativi per l’acquisizione o rafforzamento di competenze tecnico professionali e di competenze chiave (key competence). L’ultima azione, la C, prevede i tirocini di inclusione per soggetti svantaggiati, rivolti a persone vulnerabili come tossicodipendenti, alcolisti, presi in carico da parte del servizio sociale professionale e/o del servizio sanitario competente sul territorio, che al momento dell’attivazione del tirocinio si trovano in stato di disoccupazione e-o inoccupazione. Obiettivo sarà favorire il reinserimento nel mondo del lavoro di chi ha perso un’occupazione e fatica a rimettersi in gioco.

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