Francesco Sabatino

Un passo dalla gloria. Storie di talenti volati via col vento

Francesco Sabatino,  

Un passo dalla gloria. Storie di talenti volati via col vento

“Oggi giocare in Serie C o in D è estremamente difficile o allo stesso tempo estremamente facile. Difficile per chi con me, se sei solo bravo e grazie a delle regole intelligenti a 23 anni sei considerato già vecchio. Facile per chi invece ha conoscenze importanti, oppure “comprare” un contratto dando 15 mila euro al direttore di turno che a suo volta ti fa il contratto con la società, o portare soldi alle società tramite sponsor”. Era novembre del 2018, poco meno di un anno e mezzo fa, e lo sfogo social di Simone Petricciuolo, ex calciatore di Juve Stabia e Avellino, fece il giro d’Italia. Il ragazzo, nella lettera social, annunciava il suo ritiro dal calcio a soli 23 anni perché: “Questo calcio non è più il mio”. La storia di Petricciuolo è quella di centinaia di ragazzi, di bambini che crescono con il sogno di giocare in qualche stadio importante, che arrivano in settori giovanili di un certo rilievo, conquistano risultati di non poco conto ma poi non riescono a sfondare. In Campania, soprattutto, le formazioni Primavera dei club più importanti della regione da anni non producono più calciatori pronti per la prima squadra o lanciano campioni per le big di A. Il Sor rento, uno dei pochi settori giovanili che funzionava nell’hinterland campano, è stata l’ultima squadra a sfornare un big come Immobile. Dopo di che il vuoto totale, con qualche piccolo lampo che ha abbagliato tutti, facendo credere che la luce che portava alla fine del tunnel era vicina, quando invece si trattava solo di una segnalazione d’emergenza. E’ il caso di quanto accaduto nel 2013, con la Primavera della Juve Stabia che riuscì nell’impresa di eliminare la Juventus nel Torneo di Viareggio e con la Primavera del Napoli che arrivò in finale di Coppa Italia. I calciatori di quelle due squadre giovanili venivano considerati la benzina verde che avrebbe garantito ai motori delle due squadre di girare a mille, ma così non è stato. Vuoi per una mancanza seria di voler puntare sui prodotti del settore giovanile o per il mancato salto di qualità dei ragazzi o per altri fattori imponderabili, ma sta di fatto che i protagonisti di quelle splendide cavalcate arrancano nelle serie minori, con ben pochi di loro che hanno potuto attraversare le porte del calcio che “conta”.

Juve Stabia

Di quella formazione gialloblù, che eliminò dalla maggiore e più prestigiosa competizione giovanile la Juventus, un solo calciatore milita tra i professionisti. Si tratta di Simone De Marco, con il centrocampista che attualmente milita nell’Avellino in serie C. Il resto di quella squadra è sparpagliato tra serie D ed Eccellenza, con due elementi che addirittura hanno appeso le scarpine al chiodo. Il portiere Maiellaro al Casoria (Eccellenza Campania), Petricciuolo alla Puteolana (Eccellenza), Aprino al Portici (Serie D), Guarino alla Torres (Serie D), Ogolong al Ponsacco (Serie D), Alfonso Gargiulo al Sorrento (Serie D), Sorriso all’Angri (Eccellenza), Gerardi è senza squadra (con l’ultima apparizione al Lavello, Eccellenza Basilicata, nel 2018), Alessio Gargiulo all’Ausonia (Eccellenza Lazio), Favetta al Casarano (serie D9, Elefante all’Anagni (serie D) e infine Festa e Amico che hanno smesso col calcio. Qeui ragazzi che ebbero la meglio su Rugani, Mattiello, Schiavone e altri calciatori ora in A, il professionismo lo hanno solo accarezzato, senza amai esserne protagonisti principali.

Napoli

Leggermente meglio è andata a quella formazione azzurra che fino ai tempi supplementari sognò di alzare la Coppa ai danni della Juventus. La stella di quella squadra era Roberto Insigne, fratello di Lorenzo, che ora è il classico “dodicesimo” uomo del Benevento, in serie B. L’uomo che mister Pippo Inzaghi usa a gara in corso per aprire le di fese avversarie. Del resto della squadra si è perso un po’ le tracce, con ragazzi come Novothny, Radosevic, Tutino e Nicolao, che sembravano già pronti per la A, che non hanno sfondato. Anche qui basta analizzare il tabellino per vedere la mancanza di fiducia del club o il mancato salto dei calciatori. Il portiere Crispino è alla Casertana (serie C), i difensori Allegra e Nicolao sono all’Agnonese (serie D), Celiento è al Catanzaro (serie C), il polacco Lasicki gioca nel Pogon Szczecin (massima seria della Polonia). Passando ai centrocampisti spuntano nomi come quello di Palmiero, ora al Pescara (serie B), Radosevic che milita al Brondby (Serie A della Danimarca), Fornito al Rende (Serie C), Palma alla Turris (serie D). In attacco, oltre al già citato Insigne, giocavano Novothny, ora all’Ujpest (serie A dell’Ungheria) e Tutino, che nello scorso mese di gennaio ha lasciato il Verona in serie A per passare all’Empoli in serie B. Talenti persi, fagocitati da un calcio che ha bisogno di ragazzi già pronti e che non attende nessuno e che restano gli ultimi ad aver brillato nei settori giovanili campani.

CRONACA