Nave ferma in Giappone, il comandante di Sant’Agnello resta a bordo: «Tutto bene, si va avanti»

Salvatore Dare,  

Nave ferma in Giappone, il comandante di Sant’Agnello resta a bordo: «Tutto bene, si va avanti»

Gli amici ne sono pressoché certi e si sentono spesso con la sua famiglia: «Non sta minimamente pensando all’ipotesi di rientrare in Italia. Sta lavorando sodo e sa benissimo che il suo è un ruolo apicale, anche in termini morali. Cosa potrebbero pensare i passeggeri se lo vedessero andare via dalla sera alla mattina?». D’altronde la conferma arriva anche dalla Farnesina: «Gli ufficiali italiani sono funzionali per la nave e non rimpatrianno». Il comandante Gennaro Arma, 45 anni di Sant’Agnello, è un capitano molto esperto, stimato dai colleghi e soprattutto dagli uomini del suo equipaggio. E sta gestendo al meglio la situazione a bordo della Diamond Princess, la nave in quarantena in Giappone per l’emergenza coronavirus. A bordo ci sono nuovi casi di contagio, tutti tra i passeggeri. Tanto che per gli italiani che si trovano sulla nave (34, di cui 20 dell’equipaggio) resta sempre l’ansia, la paura, di amici, familiari e conoscenti. L’ultimo ad aver contratto il terribile virus cinese è un passeggero italo-americano, già rientrato negli Stati Uniti dove sarà sottoposto a tutte le cure del caso. Eppure, la tensione resta alta. A maggior ragione in penisola sorrentina, terra d’origine di Arma, che vive a Sant’Agnello con la moglie Marianna e il figlio. Il comandante e la sua famiglia si sentono al telefono almeno un paio di volte al giorno, senza sosta. «Siamo tutti un po’ in ansia, ma sereni. Speriamo che mio marito possa riposare un po’ anche perché ha grandi responsabilità» disse giorni fa la signora Marianna. Che adesso, nel tentativo di tutelare la propria privacy, ha deciso di non parlare più con i giornalisti, presumibilmente almeno fino a quando le acque non si saranno calmate. La quarantena, cominciata il 4 febbraio, in teoria sarebbe dovuta durare 15 giorni, cioè fino al 19 febbraio. Ma, in base agli ultimi sviluppi, le autorità giapponesi decideranno cosa fare e non è affatto esclusa la possibilità che ci possa essere un prolungamento del provvedimento. «Sono in contatto costante con la famiglia del comandante Arma – sottolinea il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani – Con la moglie e gli altri parenti ci sentiamo più volte ogni giorno per fare un punto della situazione e avere una serie di aggiornamenti. Sicuramente la preoccupazione c’è, è innegabile, ma siamo altrettanto consapevoli che le istituzioni stanno facendo il loro dovere ed anche la compagnia sta fornendo supporto a tutto l’equipaggio». Sagristani conosce bene la famiglia Arma e anche la signora Marianna che partecipò al matrimonio del sindaco di Sant’Agnello diversi anni fa. «C’è un legame amicale molto stretto, tanta stima e affetto che lega la mia famiglia a quella del comandante – sottolinea ancora Sagristani – Restiamo sereni e attendiamo il ritorno a casa del capitano Arma per riabbracciarlo. L’intera comunità spera che quanto prima l’emergenza possa essere risolta». Sulla nave ormeggiata nel porto di Yokohama ad ora, secondo i media giapponesi, sono 454 le persone contagiate a bordo. Quattordici passeggeri statunitensi ieri hanno fatto rientro negli Stati Uniti e sono risultati positivi al coronavirus così come confermato anche da una nota congiunta diffusa ai media dal Dipartimento di Stato e da quello della Sanità Usa. «Queste persone – si legge – sono state trasferite in modo rapido e sicuro in un’area di contenimento a bordo dell’aereo, secondo i protocolli standard». Oltre agli Stati Uniti e all’Italia, anche Australia, Canada, Corea del Sud, Hong Kong e Taiwan hanno deciso di evacuare i propri cittadini che sono in quarantena per l’epidemia di coronavirus a bordo della nave da crociera. Sulla nave restano 355 persone contagiate. Ieri, per stemperare gli animi e fare una discovery completa, è intervenuto anche Stefano Verrecchia, capo dell’Unita di crisi della Farnesina. Il quale ha sottolineato che «fra i connazionali di cui ci dobbiamo occupare noi non risulta al momento alcun contagiato». Secondo il funzionario del ministero degli esteri, «probabilmente non tutti gli italiani rientreranno, perché una parte dell’equipaggio potrebbe rimanere a bordo perché funzionale alla nave». Tra questi c’è proprio il comandante Arma che ancora ieri sera ha rasserenato via whatsapp la sua famiglia: «Sto bene e speriamo che la cosa si risolvi quanto prima. Tutti stiamo facendo del nostro meglio». Il governo Conte, sul caso, si è messo in moto e il ministro degli esteri Luigi Di Maio sta lavorando alacremente per imbastire un’operazione “recupero” almeno per i passeggeri italiani a bordo della nave.

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