Salvatore Dare

Case sequestrate a Sant’Agnello: 4 indagati, c’è anche Elefante. Dovevano essere consegnate sabato

Salvatore Dare,  

Case sequestrate a Sant’Agnello: 4 indagati, c’è anche Elefante. Dovevano essere consegnate sabato

Sabato ci sarebbe stata la consegna delle chiavi e gli inquilini avrebbero potuto finalmente fare ingresso nelle proprie abitazioni a tre anni dal sorteggio con cui fu definita la graduatoria. Ma a quattro giorni dalla cerimonia esplode la clamorosa bufera giudiziaria che rischia di fermare il sogno di giovani coppie, marittimi, commercianti e diversi agenti delle forze dell’ordine in servizio in penisola sorrentina che con sacrificio e tanti soldi – le 53 case sono state pagate in media da 250 a 400mila euro – avevano deciso di comprare gli appartamenti. Per la Procura di Torre Annunziata l’affare dell’housing sociale di Sant’Agnello è del tutto irregolare. Sono ritenuti illegittimi i permessi e gli atti rilasciati da Comune e Soprintendenza con cui l’impresa Shs dell’ingegnere Antonio Elefante è stata autorizzata ad aprire i cantieri in un fondo di via monsignor Bonaventura Gargiulo. I lavori effettuati dall’azienda edile di Piano di Sorrento, New Electra, erano praticamente finiti. Erano in corso le ultime rifiniture. Ma ieri mattina è arrivata la doccia fredda: l’indagine coordinata dai sostituti procuratori di Torre Annunziata Andreana Ambrosino e Rosa Annunziata è arrivata alla svolta con il decreto di sequestro preventivo eseguito dal nucleo di polizia giudiziaria di Torre Annunziata in attesa del deposito di una consulenza affidata a un perito.

Il provvedimento, nelle prossime 48 ore, dovrà essere convalidato o meno dall’ufficio del giudice delle indagini preliminari. Ed è qui che si prospetta un primo round alquanto teso. Anche perché coloro che avevano comprato le case sono letteralmente in subbuglio e gli imprenditori sperano che ci sia il dissequestro immediato. Per ora ci sono quattro indagati: le iscrizioni riguardano Elefante e Massimiliano Zurlo (entrambi amministratori di Shs) e i due rappresentanti legali di New Electra. Rispondono, tutti in concorso, di violazioni urbanistiche. Ma l’inchiesta continua a tambur battente: la Procura vuole accertare anche eventuali responsabilità di politici, funzionari comunali dell’ufficio tecnico di Sant’Agnello e dirigenti della Soprintendenza. D’altronde lo fa capire proprio il procuratore facente funzioni Pierpaolo Filippelli che non usa mezzi termini per motivare il sequestro messo a segno a poche ore dalla consegna delle abitazioni. «Il provvedimento – argomenta il magistrato – è stato disposto in via di urgenza sussistendo la necessità di impedire che i lavori fossero portati a compimento con notevole aggravio del carico urbanistico considerando la natura e l’entità dell’imponente intervento edilizio». Decisivi gli esposti trasmessi alla Procura dal Wwf Terre del Tirreno e dall’associazione ambientalista Italia Nostra. I sigilli riguardano le 53 case (di superficie utile lorda di oltre 76 metri quadrati ciascuna), 67 parcheggi pertinenziali, una palestra, una serra didattica e altri volumi. Secondo le accuse l’immobile – distribuito in due palazzine – è illegittimo perché in contrasto con il Put (piano urbanistico territoriale) della penisola sorrentina e con la legge regionale 19 del 2009, il cosiddetto Piano casa.

Nel dettaglio, la Procura contesta che, alla luce della sentenza con cui nel 2016 la Corte Costituzionale stabilì l’inapplicabilità delle deroghe del Piano casa nei territori sottoposti al Put, il Comune di Sant’Agnello abbia comunque rilasciato tutte le autorizzazioni del caso ad Shs. Non solo. Quella decisione della Consulta, per la Procura, rende inapplicabile il cosiddetto Pua (piano urbanistico attuativo) approvato dalla giunta del sindaco Piergiorgio Sagristani e che tuttora è alla base del progetto di Shs, che ha ottenuto il permesso proprio nel 2016. Filippelli rincara la dose quando precisa che «i funzionari del Comune di Sant’Agnello e della Soprintendenza non hanno tenuto conto della sopravvenuta illegittimità del piano attuativo posto dai privati a fondamento della richiesta di permesso di costruire».

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