Salvatore Dare

Case sequestrate a Sant’Agnello, parla Elefante: «Un colpo di teatro ma è tutto in regola»

Salvatore Dare,  

Case sequestrate a Sant’Agnello, parla Elefante: «Un colpo di teatro ma è tutto in regola»

«E’ un colpo di teatro. Voglio essere processato per dimostrare che ho ragione. Spero che quanto prima si possano consegnare le case a chi le ha acquistate facendo sacrifici». L’ingegnere Antonio Elefante è un fiume in piena. E’ ferito per il sequestro del complesso che ha progettato, amareggiato per la beffa subita dagli inquilini ma anche determinato a dimostrare la correttezza del proprio operato.

La Procura afferma che l’immobile è irregolare e i permessi sono illegittimi. Come ribatte a queste accuse?

«Tutte le procedure sono corrette. Ho la coscienza pulita. E’ stata realizzata un’opera all’avanguardia, ecosostenibile, un esempio di costruzione che rispetta l’ambiente. Non mi capacito di ciò che è accaduto: da assessore a Vico Equense ho demolito l’Ecomostro di Alimuri. Sono dispiaciuto per quelle famiglie che stavano per entrare nella loro casa attesa da anni».

Il permesso di costruire, l’autorizzazione paesaggistica e il Piano urbanistico attuativo rilasciati con gli ok di Comune e Soprintendenza, per le accuse, contrastano con lo strumento urbanistico. In sostanza: non si poteva applicare alcuna deroga al Put della penisola sorrentina anche in virtù di una sentenza della Corte Costituzionale.

«Ricostruzione errata. Non c’è mai stata una deroga al Put. La zona dove è stato costruito l’immobile prevedeva 144 vani. Ne sono stati realizzati 110, 34 in meno. Quale aggravio del carico urbanistico c’è stato rispetto a ciò che prevede il vecchio piano di zona? Il progetto quando sbarcò in Soprintendenza fu fatto rimodulare e venne ritenuto conforme al Piano regolatore generale, che è aderente al Put».

Come risponde alle denunce di Wwf Terre del Tirreno e Italia Nostra?

«Le associazioni hanno anche preso parte alle conferenze di servizio. Non a caso non c’è stato alcun ricorso alla giustizia amministrativa. Tutto ciò che sta avvenendo scoraggia l’imprenditoria a investire. Ma non mollo».

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