Tiziano Valle

La cella è troppo stretta, il ras dei Cesarano sarà scarcerato

Tiziano Valle,  

La cella è troppo stretta, il ras dei Cesarano sarà scarcerato

Per due anni è stato rinchiuso in una cella di 8 metri quadrati, dividendola con un altro detenuto. Uno spazio ritenuto troppo stretto dai giudici che gli hanno concesso uno sconto di pena di 70 giorni e un risarcimento di 32 euro. La sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Salerno anticipa la scarcerazione di Raffaele Cafiero, cassiere del clan Cesarano e cognato del boss Nicola Esposito, alias ‘o mostro. Un personaggio di spicco della cosca di Ponte Persica, che da decenni gestisce gli affari illeciti tra la periferia nord di Castellammare di Stabia e Pompei.

A presentare il ricorso sono stati gli avvocati Massimo Autieri e Stella Criscuolo, che hanno fatto riferimento alla normativa relativa allo spazio disponibile che dev’essere concessa ai detenuti.

Misure che – nel caso di Raffaele Cafiero – non sarebbero state rispettate. Il cassiere del clan Cesarano tra il 2014 e il 2017 è stato recluso nel carcere di Benevento. Per quasi due anni, durante questo periodo, è stato costretto a condividere la cella con un altro detenuto. Secondo la difesa dunque a sua disposizione c’erano appena «4 metri quadrati lordi», dai quali si dovrebbero sottrarre lo spazio occupato dallo scrittoio fisso e i letti a castello. In pratica secondo una relazione fornita dalla stessa casa circondariale di Benevento, per Cafiero restavano a disposizione meno di 3 metri quadrati. Troppo pochi per una detenzione dignitosa, anche secondo quanto previsto dalla normativa. Il cassiere del clan Cesarano, di fatto, è stato chiuso in una sorta di tugurio e questo ha spinto i giudici ad accogliere il ricorso dei suoi legali e a riconoscergli uno sconto di pena di 70 giorni. La difesa aveva provato a ottenere lo stesso trattamento anche per il periodo di detenzione che il cognato del boss Nicola Esposito ha trascorso nel carcere di Salerno. Ma in quel caso, la cella di 21 metri quadrati era divisa al massimo con altri cinque detenuti e – scrivono i giudici – «le stanze erano sufficientemente ariose ed illuminate e dal 2014 era fornita anche la visione della pay tv, oltre alla possibilità di fruire della permanenza all’area aperta ed accedere in sale destinate alla socialità».

La decisione del Tribunale di Sorveglianza di fatto avvicina la scarcerazione di Raffaele Cafiero, che complessivamente ha dovuto scontare 8 anni e 8 mesi di reclusione. Il cinquantenne pregiudicato del clan Cesarano, fu coinvolto nell’inchiesta Easy Mail, che nel 2013 portà all’arresto di 14 esponenti della cosca di Ponte Persica. L’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia riuscì a ricostruire i ruoli dei vari componenti del clan che seminavano il terrore nella periferia nord di Castellammare di Stabia facendo rapine e imponendo estorsioni.

Raffaele Cafiero in quel periodo si occupava della gestione della cassa del clan Cesarano e dell’occultamento delle armi della cosca. Nel 2017, quando la condanna ancora non era definitiva, fu scarcerato per un breve periodo e per qualche giorno, quando la Cassazione confermò la pena a 8 anni e 8 mesi, fece perdere le sue tracce, sfuggendo all’arresto, prima di consegnarsi ai carabinieri di Pagani. Adesso dopo aver scontato la sua condanna e potendo beneficiare di uno sconto sulla pena, secondo quanto stabilito dal Tribunale di Sorveglianza di Salerno, il cassiere del clan Cesarano potrà tornare in libertà.

CRONACA