Teresa Palmese

Nuove meraviglie da Pompei Franceschini apre tre domus

Teresa Palmese,  

Nuove meraviglie da Pompei Franceschini apre tre domus

Estrae dalla tasca del suo soprabito blu continuamente lo smartphone di ultima generazione. Ha fretta di scattare foto, di immortalare il lavoro assicurato dal Grande Progetto Pompei negli Scavi che un tempo erano noti soltanto per i crolli e la storia trafugata. Fotografa ogni dettaglio, i nuovi colori e i graffiti emersi dall’ultima messa in sicurezza delle domus, quasi come fosse un normale turista. Così Dario Franceschini, il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, capo delegazione del Pd nel governo Conte, torna a varcare l’ingresso del parco archeologico tra i più famosi al mondo, inaugurando l’apertura di nuove meraviglie, tra cui la Casa degli Amanti chiusa dai tempi del terremoto del 1980.

Entusiasta, insieme al direttore Massimo Osanna, sua guida d’eccezione nel tour cominciato poco prima delle 11, Franceschini tocca con mano i risultati del piano straordinario di salvaguardia delle strutture della città antica avviato nel 2014 e che è diventato un modello nel mondo. Si guarda intorno, sorpreso dalla magìa delle domus, mentre cammina “scortato” dal generale Mauro Cipoletta e dal commissario nominato nei giorni scorsi dalla Prefettura dopo la sfiducia del sindaco Amitrano, Santi Giuffrè.

Tre le case che il ministro ha inaugurato, promettendo nuove risorse per continuare a scavare in un territorio di tesori: la Casa degli Amanti, riaperta dopo 40 anni, una splendida dimora che si apre su una traversa della via Stabiana, l’unica casa di cui ancora si conservi, quasi intatto anche il secondo piano, addirittura ancora con i suoi pavimenti in cocciopesto; la Casa del Frutteto, nota per i dipinti di alberi e piante da frutto, così come la casa che prende il nome da un graffito che riproduce una nave romana con vele che riporta la parola “Europa”.

E’ tutta qui l’ultima magìa riservata dagli Scavi. Nella Casa degli Amanti, come illustrato da Osanna, su una parete color del vino dove sembrano nuotare placide due anatre bianche, si leggono chiaramente i versi: “Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele”. Chiusa subito dopo il terremoto dell’Irpinia che l’aveva resa inagibile tanto da risultare pericolosa persino per gli addetti ai lavori, questa dimora della Regio I il cui proprietario rimane purtroppo avvolto nel mistero riapre al pubblico per la prima volta.

«E’ incredibilmente preziosa proprio perché si tratta di un unicum dovuto alla genialità del grande Amedeo Maiuri, l’archeologo che la riportò alla luce nel 1931 e che ebbe l’intuizione di consolidare il piano superiore dell’abitazione già nel corso dello scavo», spiega Massimo Osanna che mette finalmente l’ultima parola sul Grande Progetto di messa in sicurezza del sito, avviato nel 2014 dopo la triste stagione dei crolli. «Una storia di rinascita e di riscatto – sorride soddisfatto accanto a lui il ministro Pd – un modello per tutta l’Europa nella gestione dei fondi comunitari». «Questa degli Scavi è un’operazione che non finirà mai, parliamo di più di 60mila ettari esposti alle intemperie che necessiteranno sempre di nuove risorse – confessa il ministro -. Ma Pompei è un luogo vivo, fonte di applicazione di nuovi studi e tecnologie. Una grande sfida che deve ora continuare fuori dal sito.

La seconda parte della nostra battaglia è consolidare quel lavoro. Qua fuori ci sono 7 comuni, un territorio sconfinato pieno di problemi e grandi e opportunità e che, se riesce a raccogliere 4 milioni di visitatori, deve garantire ricchezza e sviluppo. Stiamo completando il disegno dell’Hub ferroviario per fare in modo che si arrivi a Pompei direttamente da Napoli centrale, incrociando le linee di Circum e Ferrovie dello Stato, anche le strutture ricettive saranno al centro della valorizzazione. Ho sentito l’arcivescovo e lo stesso turismo deve intrecciarsi con i visitatori del sito. ù

Parliamo di un riscatto per la Campania e per il Mezzogiorno intero. Bellezza, arte, archeologia, paesaggio, mare e cibo: in questo pezzo di Italia c’è tutto. Forse non c’è in nessuna altra parte del mondo un concentrato del genere che porterà anche posti di lavoro». Il giorno delle celebrazioni è anche un profluvio di numeri: 76 interventi eseguiti, 50 chilometri di colmi murari messi in sicurezza, 30 mila metri cubi di murature, 10 mila metri quadri di intonaci, 2,7 chilometri di fronte di scavo messo al riparo da nuovi crolli.

E naturalmente i restauri delle pitture, come quelli che hanno riportato letteralmente alla luce gli affreschi della Casa del Frutteto, che insieme alla Casa degli amanti e la Casa della Nave Europa viene riaperta, anche questa in pratica per la prima volta.

CRONACA