Alberto Dortucci

Torre del Greco, il sorteggio è un affare privato: assunzioni «segrete» nella ditta dei rifiuti

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il sorteggio è un affare privato: assunzioni «segrete» nella ditta dei rifiuti

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Torre del Greco. E’ stato l’argomento-clou del nuovo piano industriale dei rifiuti voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba, al punto da convincere la maggioranza di palazzo Baronale a promuovere un apposito documento per «invitare» la ditta Buttol a procedere con un sorteggio pubblico per le assunzioni dei 25 netturbini destinati a rimpinguare il cantiere Nu di Torre del Greco. Un invito accolto in extremis dal colosso ambientale con sede legale a Sarno, pronto a dire sì alla riffa tra i 91 selezionati dall’agenzia di lavoro incaricata di scremare le candidature. Ma, alla fine, l’atteso appuntamento è stato disertato dai politici di Torre del Greco. Con buona pace della trasparenza invocata già a fine settembre.

L’estrazione fatta «in casa»

Il sorteggio pubblico per la scelta dei 25 operatori ecologici si è trasformato così in una «riffa privata». Ovvero, organizzata all’interno di uno studio notarile di Sarno – la città in cui c’è la sede legale della Buttol – alla presenza dei soli rappresentanti della ditta di igiene urbana. «La decisione di effettuare l’estrazione in uno studio notarile è stata adottata per ragioni di ordine pubblico – spiegano i vertici della ditta Buttol -. All’appuntamento sono stati regolarmente invitati il sindaco Giovanni Palomba e i rappresentanti dell’amministrazione comunale». Insomma, una «strategia» differente rispetto alla formula adottata in passato dai Fratelli Balsamo: all’epoca, la riffa per l’assunzione di 10 operatori ecologici era avvenuta sotto la tendostruttura La Salle, alla presenza di centinaia di aspiranti netturbini. Ma lo scenario era oggettivamente diverso: nessuno, in precedenza, era stato arrestato per voto di scambio legato alla promessa di lavoro nella Nu o per atti di sabotaggio alla ditta incaricata della raccolta dei rifiuti.

La fuga dei politici

Non a caso, al termine di tre mesi di discussioni, i politici si sono tenuti alla larga dallo studio notarile indicato dal colosso ambientale. La comunicazione arrivata venerdì al sindaco Giovanni Palomba è stata girata dal capo di gabinetto Alfonso Ascione – non senza il «colpevole ritardo» diventato un classico della carovana del buongoverno – al presidente del consiglio comunale Antonio Spierto, al presidente della commissione trasparenza Mario Buono e al presidente della commissione speciale d’inchiesta Valerio Ciavolino. Ma nessuno ha ritenuto «opportuno» partecipare all’incontro: «La nota è stata trasmessa a poche ore dall’appuntamento dal notaio – la versione dell’ex sindaco – peraltro senza essere accompagnata dalla documentazione richiesta in precedenza».

I nomi top secret

Le operazioni sono state ugualmente svolte davanti a diversi testimoni, ma – a oggi – i nomi dei sorteggiati restano top secret: «Sono in corso gli adempimenti di rito necessari per la pubblicizzazione dell’atto – si legge in una nota della ditta Buttol- Sarà cura del notaio comunicare successivamente la lista di coloro che risultano sorteggiati e quindi aventi diritto all’assunzione. In ogni caso sono state assicurate trasparenza e imparzialità, con un’estrazione certificata da un’istituzione terza.  Con quest’ultimo step si conclude la fase di selezione del personale per potenziare l’organico in servizio a Torre del Greco, in vista della rivoluzione del porta a porta».

Il sindaco in Prefettura

La procedura per le assunzioni ha scatenato inevitabili polemiche. Alcune donne si sono presentate a palazzo Baronale per protestare contro i «criteri di selezione» degli operatori ecologici. «Sono stati discriminati i nostri figli – l’accusa davanti al municipio -. Sono stati scelti candidati non di Torre del Greco». Il tema-assunzioni potrebbe essere un argomento dell’incontro in programma domani tra il sindaco Giovanni Palomba e il prefetto di Napoli: «Chiederò al prefetto – spiega il primo cittadino – l’invio dell’esercito per procedere al controllo notturno del territorio. Viste la carenza di agenti di polizia municipale e le spese per eventuali operazioni straordinari, servono necessariamente rinforzi per contrastare i responsabili degli sversamenti fuorilegge in città».

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