Alberto Dortucci

Deiulemar, il fondo (fantasma) promesso dal M5S spacca gli ex obbligazionisti

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, il fondo (fantasma) promesso dal M5S spacca gli ex obbligazionisti

Torre del Greeco. E’ passato esattamente un mese dal «viaggio della speranza» a Roma. Ma – a dispetto della solita propaganda a cinque stelle – non ci sono novità sul fondo da 200 milioni promesso dal sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Alessio Mattia Villarosa per «risarcire» le vittime della Deiulemar compagnia di navigazione. Così, davanti al miliardo e mezzo stanziato dal governo solo per i truffati degli istituti di credito, si aprono le prime crepe all’interno dell’esercito di risparmiatori dell’ex «banca privata» di Torre del Greco.

Un sogno da 200 milioni

Di rientro dall’incontro sponsorizzato dall’onorevole Luigi Gallo, la delegazione di ex obbligazionisti guidata dall’avvocato Raffaele Scognamiglio non aveva nascosto un certo ottimismo: «Il sottosegretario di Stato ha chiesto un’integrazione della documentazione – il resoconto dei «delegati» dei risparmiatori – Entro 15 giorni, il tempo necessario a studiare l’eventuale manovra, ci sono state assicurate risposte certe».Era il 20 gennaio e un raggio di sole sembrò squarciare un inverno durato, fino a oggi, otto anni. Perché 200 milioni avrebbero potuto – alla luce dei fatti, il condizionale resta d’obbligo – ripagare i truffati dagli armatori-vampiri di circa il 25% delle somme affondata insieme alla cosiddetta «Parmalat del mare».

La delusione sul web

L’assordante silenzio proveniente da Roma ha scatenato malumori e perplessità tra chi – evidentemente scottato dalla campagna politica di Luigi Di Maio, pronto a sorridere agli obiettivi con una cartolina della Deiulemar compagnia di navigazione tra le mani prima di dimenticare del tutto il dramma di Torre del Greco – già guardava con «circospezione» al nuovo spot dei grillini. «Solo chiacchiere», il commento postato in calce al post sulla «misura di giustizia sociale» decisa per i truffati dalle banche e capace di accendere la bagarre all’interno dei gruppi social frequentati dalle vittime del grande crac all’ombra del Vesuvio. Gruppi in cui non mancano i difensori a spada tratta dei grillini, pronti a restare ancorati a un movimento in caduta libera: «Una volta prodotti e consegnati i documenti, dovevano essere messi sulla scrivania del neo-presidente Carla Ruocco – la difesa dei superstiti grillini – Ora deve avere il tempo per leggere tutto il dossier, poi sarà inserito nella finanziaria prevista da settembre per l’anno prossimo visto che si tratta di un fondo da 200 milioni». Già, settembre. Quando il governo giallorosso si potrebbe essere già sciolto sotto il sole dell’estate. Con buona pace delle solite promesse dei pentastellati di Roma e non solo.

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