Vincenzo Lamberti

Prescrizione, toghe in strada: «Il ministro Bonafede è un asino»

Vincenzo Lamberti,  

Prescrizione, toghe in strada: «Il ministro Bonafede è un asino»

TORRE ANNUNZIATA – “Il ministro Bonafede è semplicemente un asino. Le sue divagazioni in termini di dolo e di colpa farebbero indignare pure uno studente al primo anno di università. Mi chiedo chi gli abbia conferito la laurea. E, ancora prima, il diploma alle scuole superiori”. E’ durissimo l’affondo contro il Guardasigilli grillino già da più parti etichettato come un blando “manettaro”. E’ in pratica un attacco frontale che parte da Torre Annunziata. A firmarlo è il presidente della Camera Penale oplontina, l’avvocato Domenico Nicolas Balzano, che in pubblico dà del “somaro” al ministro della Giustizia durante un applaudito intervento al flash-mob contro l’ultima riforma della prescrizione e del processo voluta dal Guardasigilli Alfonso Bonafede. L’attacco di Balzano, decano dei penalisti torresi, si è consumato ieri nel corso de “Imputato per sempre? No grazie”. Questo infatti il titolo della maratona da cinque ore di protesta organizzata in via Gino Alfani dagli avvocati della Camera Penale di Torre Annunziata. Scesi in piazza, a partire dalle dieci del mattino, per chiedere a gran voce “l’abrogazione di una riforma scellerata e contraria alla Costituzione”. Una legge targata Movimento 5 Stelle, che in vigore dallo scorso 1 gennaio prevede il blocco assoluto della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

Una riforma che, oltre a indignare gli avvocati, ha già spaccato la maggioranza di governo. “Nei tribunali si profila un incubo. Dobbiamo opporci contro questa barbarie” ha concluso il presidente Nicolas Balzano. Ma a sfidare in pubblico il Guardasigilli grillino è stato ieri anche il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto. Intervenuto a Torre come esponente provinciale de “Italia Viva”, ovvero il partito di Matteo Renzi pronto a sfiduciare la maggioranza parlamentare proprio sul lodo prescrizione. “Con questa riforma” ha confermato Buonajuto “il Movimento 5 Stelle ha mostrato il suo animo populista e giustizialista”.

Il coro dei “no” è unanime. Ma il flash-mob dei penalisti contro Bonafede non riesce a intercettare il popolo. La manifestazione era stata organizzata per spiegare “soprattutto ai semplici cittadini, agli imputati che quasi per errore finiscono alla sbarra in tribunale” ha sottolineato l’avvocato Salvatore Barbuto “che questa riforma va contro di loro. E contro le parti civili costituite a processo”. Eppure i legali, ieri mattina, hanno gridato la loro indignazione quasi nel deserto.

Pochissimi infatti i cittadini presenti alla manifestazione anti-riforma. Nonostante tutto la protesta è andata avanti. L’avvocato Barbuto, riprendendo la parola, ha  letto in piazza un’allarmante lettera, spedita ieri alla Camera Penale dal parlamentare campano de “Italia Viva”,  Lello Vitiello: “Il problema è sempre la propaganda: da un lato, si usa la giustizia per fare politica e, dall’altro, si teme di perdere lo status quo per una crisi di governo che, di certo, perde significato rispetto alla crisi dello Stato di diritto” ha scritto il deputato e legale originario di Vico Equense. “Il Ministro è ignorante, incompetente e in malafede. La sua riforma mette a rischio la tenuta democratica del Paese” ha tuonato invece l’Onorevole e avvocato Ciro Falanga, pure lui presente a via Alfani.

Una strada che, baciata ieri dal sole e arricchita da un gazebo informativo per spiegare ai torresi “il male della riforma”, ha rispecchiato a pieno il caos giustizia che continua a tenere sotto scacco i tribunali e le procure italiane. Pure i giudici, ieri a Torre Annunziata, sono stati duramente attaccati dagli avvocati. A elevare il livello dello scontro, l’intervento di Bernardo Brancaccio, ex presidente della Camera Penale: “I processi sono lunghi anche perché molti magistrati non fanno il loro dovere. E nessuno li controlla” ha detto Brancaccio. Che ha inoltre ricordato statistiche allarmanti, valide pure per il Tribunale di Torre Annunziata. “Alcune indagini durano quattro anni, i dibattimenti invece tre anni – ha proseguito Brancaccio – e allora chiedo ufficialmente al presidente Balzano di ottenere dai vertici del nostro tribunale uno screening preciso sui tempi dei processi in corso”.

Una richiesta che il presidente del Tribunale Ernesto Aghina, ieri assente perchè alle prese con un contemporaneo impegno accademico, avrebbe però già esaudito. A Torre esiste infatti uno screening preciso, anche se con dati soltanto molto recenti. A tirare le orecchie ai magistrati è stato anche il penalista Massimo Autieri: “Una volta loro venivano sanzionati.

Ma la poca partecipazione dei cittadini e degli avvocati alla protesta dimostra che il popolo merita questa politica. E questo tipo di giustizia”. “Si tratta di una riforma che annichilisce il valore costituzionale della funzione rieducativa della pena” secondo l’avvocato stabiese Francesco Schettino. “E alla quale” ha proseguito invece l’avvocato Pasquale Striano “hanno aggiunto una controriforma che determinerà la rottura definitiva del processo penale. Bonafede è una specie di ‘Masaniello’ di turno, che ha utilizzato un consulente come Davigo (il magistrato e membro del CSM Percamillo, ndr) per distruggere in soli sei mesi un equilibrio che durava da tempo immemore”. “La legge Bonafede” il commento dell’avvocato e ordinario di diritto penale all’Università Federico II di Napoli, Vincenzo Maiello “è espressione della concezione populistica del diritto. La riforma ha un approccio irrazionale, perché prova a risolvere la crisi ma partendo dalla coda del problema. La causa della crisi sta invece nel divario tra la domanda di giustizia dei cittadini e la capacità di risposta del sistema. Per una riforma seria occorrerebbero reali investimenti. E poi un intervento radicale sui presupposti del processo. Un legislatore lontano dalle ‘sirene’ della piazza” ha chiosato il docente “oggi dovrebbe chiedersi dove sia davvero necessario l’intervento dell’azione penale”.

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