Elena Pontoriero

Sgomberati nove bambini. Abbattuto l’edificio abusivo

Elena Pontoriero,  

Sgomberati nove bambini. Abbattuto l’edificio abusivo

Due famiglie senza più una casa dove stare. Genitori che hanno dovuto spiegare ai loro figli (4 per una coppia e 5 per l’altra) una drammatica realtà. In lacrime, avevano sperato di poter fermare le ruspe fino all’ultimo secondo. Una speranza durata fino a ieri mattina alle 7, quando in via Spinola sono state avviate le attività di demolizione di un intero fabbricato di due piani. Materassi e strutture dei letti sono adagiati sulla terrazza del primo piano, mentre furgoncini fanno la spola tra la frazione di Castello e Sigliano per trasportare arredi e oggetti personali delle due famiglie rimaste senza casa. Una costruzione che risale a circa 20 anni fa, nascosta tra i boschi di via Spinola, ma non è l’unica. Nella stradina che si inerpica tra la montagna esiste un vero e proprio quartiere, edificato in quella che è considerata zona rossa, ovvero ad alto rischio idrogeologico.

Ma il rischio sembra non spaventare i tanti residenti, piuttosto la vista delle ruspe ha fatto calare un assordante silenzio, lì dove non c’è più nulla da salvare. Mattoni rossi in vista, un immobile non rifinito all’esterno ma che era stato ristrutturato all’interno dalle due famiglie che, 24 ore fa, hanno trascorso la loro ultima notte negli appartamenti della palazzina abusiva, insieme a nove bambini. Un addio troppo amaro e non sono mancate le proteste da parte di chi ha dovuto rinunciare a un tetto sulla testa, forse maggiormente sconfortato per una assenza di sostegno da parte del vicinato.

E gli infissi delle villette limitrofe restano sono chiusi, così come serrati sono i cancelli di ingresso. Forse adesso l’incubo ruspe è condiviso tra tutti gli abitanti di via Spinola, un’unica stradina che si affaccia su un panorama mozzafiato sul golfo di Napoli, ma che ieri è sprofondata in un’atmosfera spettrale. Una piccola realtà nascosta nella città, che quasi sembra vivere distaccata dal resto del mondo. Un percorso neanche semplice per raggiungere le case che sembrano restare in bilico su un costone che scende giù a picco. Difficili anche le manovre dei mezzi della ditta di demolizione incaricata dalla Procura del Tribunale di Torre Annunziata. E mentre si attende l’arrivo degli escavatori, si accelerano le attività di sgombero.

Nell’auto delle famiglie si accumulano le valigie ma non certo per un piacevole viaggio, ma per una partenza senza una meta. Orsetti di peluche spuntano dai bustoni. Contenitori, televisori, e 20 anni di vita trascorsa in un angolo di paradiso, che per le due famiglie si è trasformato in un inferno da cui è difficile rialzarsi

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