Salvatore Dare

Case sequestrate a Sant’Agnello, la paura dei 53 assegnatari: «Non sappiamo dove andare a vivere»

Salvatore Dare,  

Case sequestrate a Sant’Agnello, la paura dei 53 assegnatari: «Non sappiamo dove andare a vivere»

Le 53 famiglie che hanno acquistato le case realizzate nel complesso di housing sociale di Sant’Agnello scendono in campo. Lo fanno in un comunicato stampa nel quale evidenziano le grosse criticità legate al sequestro avvenuto martedì mattina su input della Procura di Torre Annunziata. E raccontano la propria angoscia: hanno pagato fior fior di soldi ed ora si ritrovano senza un’abitazione dove poter vivere visto che i 53 nuclei familiari si dicono sprovvisti di ulteriore soluzione abitativa.

«Gli assegnatari del complesso residenziale “housing sociale” di Sant’Agnello intendono rendere partecipe l’intera collettivitĂ  delle condizioni di estremo disagio che stanno vivendo a seguito della emanazione del provvedimento di sequestro emesso dalla Procura di Torre Annunziata – è la premessa del comunicato – Le modalitĂ  e i tempi con cui è stato eseguito il provvedimento di sequestro ci lascia estremamente  costernati. Le 53 famiglie si sentono fortemente colpite da tale inaspettato provvedimento. Ognuno è portatore di una profonda preoccupazione a causa degli impegni assunti in prospettiva di veder realizzato il sogno della propria vita. Adesso cosa accade? Avremo ancora questa possibilitĂ  per la quale abbiamo impegnato i risparmi di una vita? Molti hanno giĂ  disdetto e lasciato le loro abitazioni in affitto; altri lo dovranno fare obbligatoriamente avendo giĂ  disdettato i contratti. Dove andremo ad abitare dal momento che risulta impossibile trovare una abitazione in locazione? Tutti sanno quanto è difficile avere la disponibilitĂ  di un alloggio in penisola sorrentina. In alcune famiglie ci sono anche casi di grave disabilitĂ , che grazie a questa assegnazione avrebbero potuto godere del totale abbattimento delle barriere  architettoniche. Tutti abbiamo atteso questo momento con grande ansia e trepidazione e adesso tutto sembra improvvisamente svanito. La quasi totalitĂ  degli assegnatari aveva giĂ  acquistato gli arredamenti. Tutto ciò è costato ad ogni singola famiglia lavoro e sacrificio. Nessuno di noi è  proprietario di un’altra casa e per noi questa rappresenta una primaria necessitĂ  del vivere in una comunitĂ  civile. Questo intervento per noi non  rappresenta alcuna speculazione edilizia perchĂ©, per altro, siamo impegnati  dalla convenzione a non poter successivamente vendere e fittare la casa. Siamo convinti della legittimitĂ  dell’intervento e della correttezza dell’intero operato, per cui non abbiamo dubbi su quale possa essere l’esito finale. Siamo estremamente preoccupati dei tempi della giustizia che non coincidono con le esigenze primarie delle nostre famiglie e, tuttavia, confidiamo in essa e nel buon senso di chi deve giudicare. Lotteremo uniti e coesi, con tutte le nostre forze, per vedere soddisfatte le nostre ragioni».

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