Il consigliere di FdI elogia il fascismo e offende l’Anpi,  Scala si dimette: «Una vergogna»

Redazione,  

Il consigliere di FdI elogia il fascismo e offende l’Anpi,  Scala si dimette: «Una vergogna»

«Non posso far parte di una commissione rappresentata da una persona come Ernesto Sica, che in modo reiterato esterna pensieri pericolosi per la democrazia, infangando la storia, i valori e il nome della nostra città». Tonino Scala, consigliere comunale di Liberi e Uguali a Castellammare di Stabia, nella giornata di ieri ha rassegnato le dimissioni da componente della commissione Statuto aprendo un caso politico che ora finirà al vaglio del Ministero. Eh sì, perché la segretaria generale Loredana Lattene sarà costretta a chiedere un parere rispetto alla costituzione delle commissioni.

La situazione è complessa perché la “Statuto” – presieduta dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Ernesto Sica – è una commissione speciale che prevede la partecipazione di rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale. Cosa accade se l’unico rappresentante di un partito, come nel caso di Tonino Scala, si dimette? Per il momento la commissione ha dovuto respingere le dimissioni, ma nel frattempo l’interrogativo sarà posto al Ministero, perché il consigliere comunale di Liberi e Uguali non sembra intenzionato a fare marcia indietro rispetto alla sua protesta.

«Non è un attacco alla persona – spiega Tonino Scala – Ognuno fuori al bar può pensare ciò che vuole, ma chi rappresenta le istituzioni deve sapere che il fascismo è un crimine, non un’opinione».

Il riferimento del consigliere comunale di Liberi e Uguali è alle frasi ignobili scritte e pronunciate da Ernesto Sica, esponente di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Statuto. Da “l’Anpi è una montagna di merda” a “il fascismo è stato in gran parte una cosa positiva”, passando per “Mussolini è stato un grande statista”, una sfilza di frasi vergognose che hanno fatto fare una figuraccia a Castellammare di Stabia anche a livello nazionale, ma a livello politico nella città stabiese sembrano aver scosso solo Tonino Scala. L’opposizione infatti – nonostante qualche dichiarazione di facciata rilasciata nei giorni successivi a quelle frasi pronunciate in diretta radio – non ha seguito la protesta del consigliere comunale di Liberi e Uguali.

«Ernesto Sica reitera questo errore ormai da due anni e, per quanto mi riguarda, deve rassegnare le dimissioni da presidente della Commissione Statuto – dice Scala – Continua a ripetere che si tratta di un processo alle idee e non capisce che invece si tratta di una condanna a un crimine, che è il fascismo. Non è più pensabile che continui a farla fuori dal vaso, senza conseguenze. Mi dispiace ma si sta facendo passare un messaggio grave e sbagliato».

A continuare a far finta di nulla è anche l’amministrazione comunale e in particolare il sindaco Gaetano Cimmino. Nella giornata di mercoledì è andata in scena una riunione di maggioranza, durante la quale Ernesto Sica è stato ammonito rispetto ai suoi atteggiamenti e le sue esternazioni sul fascismo, ma di provvedimenti concreti nemmeno l’ombra, nonostante in due anni abbia rappresentato un serio problema per la credibilità dell’amministrazione comunale.Almeno fino alle prossime elezioni regionali – stando a quanto filtra da Palazzo Farnese – non ci sarà alcun provvedimento nei confronti di Sica, perché il centrodestra sta cercando di arrivare unito all’appuntamento con le urne. Anche se, pure all’interno della maggioranza, c’è chi non gradisce l’atteggiamento “buonista” assunto dal sindaco nei confronti di un consigliere comunale che con le sue uscite sul fascismo rischia di far marchiare anche i colleghi.

CRONACA