Porto di Sorrento, scagionati armatori e tecnici sulla querelle biglietterie

Salvatore Dare,  

Porto di Sorrento, scagionati armatori e tecnici sulla querelle biglietterie

Non c’è nessun reato. Nessun dolo. Nessuna irregolarità. Ecco perché l’indagine si sgonfia definitivamente e non ci sarà alcun processo. Scattano le archiviazioni per i 13 indagati tra dirigenti del Comune di Sorrento, operatori nella vendita dei ticket e armatori, tra cui un consigliere comunale di opposizione, per il caso delle biglietterie del porto di Marina Piccola. Secondo le iniziali ipotesi della Procura di Torre Annunziata, i locali erano occupati abusivamente, dal 2008 a oggi, da parte di alcune società di trasporto marittimo. L’inchiesta esplose lo scorso mese di ottobre dopo un anno di indagini svolte dalla tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense che, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, notificò gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari per l’ennesima bufera che scuote il municipio. Coinvolti nell’indagine innanzitutto undici rappresentanti legali di società e compagnie di navigazione che si sono succeduti alla guida delle imprese – alcune tuttora occupano le biglietterie del porto di Sorrento – negli ultimi 11 anni. Ovvero: Aniello Aponte (Navigazione libera del Golfo e Ala), Bruno Aponte (Navigazione libera del golfo), il consigliere comunale Salvatore Di Leva (Alilauro Gruson spa), Antonino Durante (I Morelli sas), Anna Maria Lauro (Alilauro spa), Salvatore Lauro (Alilauro spa e Alilauro Gruson spa), Roberto Liguori (Caremar), Claudia Morelli (I Morelli sas), Oreste Pallotta (Alilauro spa), Franco Ronzi (Snav) e Antonino Staiano (Se.re.mar. srl). L’ipotesi nei loro confronti era di abusiva occupazione di spazi demaniali. Mentre risultavano essere indagati, per abuso d’ufficio, anche il dirigente comunale dell’ufficio lavori pubblici e demanio Alfonso Donadio e la funzionaria comunale – oggi in pensione – dell’ufficio demanio marittimo Paola Gargiulo. Ma successivamente alla chiusura dell’inchiesta, il collegio difensivo degli indagati ha deciso di ribattere alle iniziali contestazioni della Procura di Torre Annunziata. Tanto da presentare – nel termine previsto di 20 giorni – alcune memorie difensive. Lette queste “controdeduzioni”, la stessa Procura ha ritenuto di non procedere ulteriormente formulando una richiesta di archiviazione per tutte le posizioni. Istanza che è stata vagliata dall’ufficio del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata che ha confermato le archiviazioni depositando il provvedimento nei giorni scorsi. Tutto parte nel 2008, quando le concessioni demaniali arrivarono a scadenza. Diverse società proseguirono comunque a gestire i locali comunali. L’occupazione, stando alle prime ipotesi, venne giudicata abusiva e coinvolse Donadio e Gargiulo. Due anni fa, il caso venne a galla definitivamente perché la giunta del sindaco Giuseppe Cuomo invitò i dirigenti comunali a predisporre la nuova gara, «in tempi brevissimi», in virtù di una consulenza tecnica e un parere dell’avvocato comunale Maurizio Pasetto. Fu così che il movimento civico “Conta anche tu” e l’associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione”, dopo aver informato l’Anac, presentarono un esposto all’autorità giudiziaria. Ma alla fine non sono stati ravvisati estremi di reato nei confronti di armatori e dirigenti comunali. Motivo? Non ci fu dolo, soprattutto da parte dell’ente. Il Comune avviò l’iter per tornare a gestire le aree demaniali ed effettuare alcuni lavori. Interventi avviati, fermati e poi ripresi.

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