Torre Annunziata. Il codice Gionta nato tra i rampolli in classe

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Il codice Gionta nato tra i rampolli in classe

Il codice segreto dei Gionta nasce da una sfida tra i banchi di scuola. Da una parte i figli dei ras del clan dei Gionta. Sul fronte opposto i giovani rampolli del clan dei Gallo-Cavalieri. Un duello frutto di rivalità ereditate da padre in figlio ma che rischiano di scatenare delle faide tra i banchi di scuola. E un primo campanello d’allarme  è già scattato: nei giorni scorsi una segnalazione agli assistenti sociali da parte di alcuni insegnanti ha avviato un’inchiesta interna. Una segnalazione ufficiosa per cercare di ricostruire uno scenario che ora preoccupa anche gli 007 perchè i protagonisti sono ragazzini ma che millantano di impugnare pistole e aprire il fuoco. Minacciano i coetanei di sparare o di piazzare bombe. Ragazzini che hanno meno di 12 anni ma che vogliono dettare leggi. Bulli a scuola, aggressivi e sopratutto con seguaci che sui social li esortano a fare «tarantelle». Un caso che da settimane ha preoccupato alcuni insegnanti di una scuola elementare di Torre dopo l’ultimo episodio di aggressione. Durante la ricreazione i bambini, figli di alcuni esponenti della camorra, hanno iniziato ad aggredirsi verbalmente. Parole e insulti, spintoni fino a gli schiaffi e quella frase ripetuta con forza e rabbia «noi siamo giall a’ vit». Una frase ripetuta dieci, cento volte tra i banchi ma anche fuori che ha incuriosito i docenti fino a parlarne con i vertici della scuola. Le insegnanti hanno poi iniziato a monitorare gli atteggiamenti dei ragazzini persino sui social. E le conferme sul codice sono arrivate in fretta: sulle bacheche social la stessa frase. Sulle bacheche invece di altri ragazzini, della compagine criminale opposta la scritta «voi giall a vita noi verdi» frase seguita da un cuore verde. Una simbologia difficile da interpretare ma chiaramente vicina ad un mondo criminale, la sintesi di un fenomeno che rischia di diventare un campanello d’allarme se sottovalutato. I ragazzini sono seguaci di persone sbagliate, di cattivi esempi che arrivano dalle loro famiglie dove la droga e le armi sono le uniche regole alle quali rispondono. Ambienti dove un personaggio di Gomorra diventa un idolo da imitare, e un carabiniere o un magistrato invece da allontanare. Una guerra tra ragazzini, la classe politica e cittadina del domani e che per questo va tenuta sotto controllo oggi per evitare che sia troppo tardi. Per ora le segnalazioni sono state oggetto anche di accertamenti da parte dei poliziotti del commissariato di Torre Annunziata – agli ordini del dirigente Claudio de Salvo – che stanno cercando di verificare quanto accaduto tra le mura scolastiche e quelle familiari. Bambini cresciuti a pane e camorra che però rischiano di scatenare una guerra: per ora gli scugnizzi writers rischiano di finire nel mirino perchè stanno imbrattando le pareti della Basilica della Madonna della neve, le saracinesche dei negozi e le mura di palazzo Fienga dove lo slogan viene ripetuto più volte. Sono i nuovi messaggi della camorra, il codice del clan Gionta. «Gionta Aldo a vita» è uno degli acronimi possibili. Per ora si tratta di semplici ipotesi al vaglio degli 007 ma la certezza è in quella firma che spunta ovunque e nello stesso quartiere, nel centro storico da sempre considerato il quartier generale della famiglia di Valentino Gionta e dei suoi eredi. Un codice segreto che scivola sulle pareti dei simboli della città imbrattandoli: dal palazzo della camorra al simulacro della fede.

CRONACA