Braida lancia il Napoli: «Al San Paolo si può… »

Ciro Troise,  

Braida lancia il Napoli: «Al San Paolo si può… »

Ariedo Braida è uno dei dirigenti dell’epoca d’oro del calcio italiano, con Adriano Galliani ha costruito il Milan che nell’era Berlusconi ha trionfato anche in Europa. Dal 2015 al 2019 Braida ha lavorato da consigliere per le trattative internazionali con il Barcellona che domani affronterà il Napoli al San Paolo per la gara d’andata degli ottavi di finale. Napoli-Barcellona, ragionando sul valore delle due rose, sembra una gara senza storie.

Crede che gli azzurri abbiano delle chances? «Il Barcellona è una squadra molto importante, ha un campione magico come Messi, con lui in campo tutto può succedere ma il bello del calcio è che le partite iniziano 0-0, il Napoli nelle ultime gare mi è parso in crescita soprattutto sotto il profilo dell’identità. Il Barcellona in questa stagione in Liga sta facendo fatica in trasferta, il Napoli dovrà cercare di portare a casa il massimo domani nella partita al San Paolo, il ritorno al Camp Nou sarà molto complicato». La crisi del Barcellona potrebbe incidere sul doppio confronto?

«Non credo che la crisi dirigenziale avrà degli effetti sulle partite ma è difficile prevederlo, tutto potrebbe accadere». Avendo lavorato nel club blaugrana, che interpretazione da alle difficoltà che sta vivendo il Barcellona? «Non riesco ad avere un pensiero su queste vicende, non mi voglio addentrare». Pensa che in questo contesto Messi possa andare via dal Barcellona? «Secondo me i dirigenti passano e Messi resta, i tifosi hanno un peso nel sistema Barcellona con i soci e le elezioni.

Per me Messi non andrà mai via dal Barcellona, si trova benissimo in città ed è molto  legato alla tifoseria, è un giocatore importantissimo per il club blaugrana”. Koulibaly e Mertens sono stati nel corso degli ultimi anni più volte accostati al Barcellona. C’è stata la possibilità concreta che questi affari si realizzassero? «Sicuramente sono stati seguiti con grande attenzione, con il Napoli hanno fatto cose molto importanti ma il Barcellona ha una filosofia di calcio particolare, una metodologia unica, non tutto ciò che va bene negli altri club è ritenuto giusto e utile in casa blaugrana». Conosce benissimo sia Gattuso che Ancelotti, che idea si è fatto sulla stagione del Napoli?

«Dall’esterno è difficile avere delle valutazioni serie, sono legatissimo ad entrambi, si tratta di due persone straordinarie. Con Ancelotti, oltre allo splendido percorso al Milan, sono stato compagno di squadra al Parma più di quarant’anni fa. Nell’estate del 1999, dopo che era retrocesso, ho puntato su di lui decidendo di portarlo al Milan, debuttò proprio in Champions League contro il Chelsea. Carlo ha una carriera fantastica, ha vinto ovunque e sta facendo bene anche all’Everton, Rino si sta costruendo un’identità da allenatore, è un bravissimo professionista». Ci può raccontare qualche aneddoto che la lega a Gattuso? «Ci sono ma non posso dirveli (ride, ndr)».

In Champions League da allenatore è un esordiente, però, da calciatore ha una grande esperienza in questa competizione, ne ha vinte due. Gli sarà utile il passato da calciatore in Napoli-Barcellona? «Gli potrà servire nella preparazione della partita con i giocatori, la Champions League è una competizione molto complicata, ha un vissuto particolare». Crede che il Napoli gli rinnoverà il contratto? «Bisognerebbe chiederlo a Giuntoli e De Laurentiis, mi sembra che le ultime partite trasmettano un orizzonte positivo, auguro il meglio possibile al Napoli, poi con i risultati positivi le cose si generano in maniera automatica».

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