Salvatore Dare

Coronavirus, sos dei sindacati all’Asl 3 Sud: «Servono medici e infermieri»

Salvatore Dare,  

Coronavirus, sos dei sindacati all’Asl 3 Sud: «Servono medici e infermieri»
epa08182387 An ambulance arrives at the Spallanzani hospital where the two Chinese tourists tested coronavirus positive are hospitalized, Rome, Italy, 31 January 2020. These are the first two cases registered in Italy. EPA/GIUSEPPE LAMI

Assumere al più presto nuovi medici, infermieri, operatori socio sanitari e tecnici radiologi per elevare ulteriormente il dispositivo di prevenzione a causa dell’emergenza coronavirus. E’ la richiesta rivolta ai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud da parte di Cgil, Uilfpl, Fials, Fsi e Nursing Up che entro mercoledì vogliono la convocazione di riunione con il direttore generale dell’azienda sanitaria Gennaro Sosto.

Le sigle sindacali, in un documento, evidenziano la necessità di potenziare l’organico attualmente a disposizione di ospedali e presidi nel territorio di competenza. Ovvero: dalla penisola sorrentina sino al Nolano. Servono nuove assunzioni, peraltro istanza già rilanciata da settimane e al di là del coronavirus. Ora, visto che i contagi in Italia aumentano, si teme che il sistema sanitario possa andare in difficoltà, soprattutto nell’area sorrentino-stabiese-torrese. Da qui l’appello formulato a Sosto e agli altri dirigenti dell’Asl Napoli 3 Sud. «Abbiamo preso atto della situazione emergenziale e ci siamo già attivati in raccordo con gli organismi sindacali regionali e nazionali – scrivono i rappresentanti locali delle cinque sigle – Riteniamo che occorra un piano straordinario di assistenza, con modalità di accesso, con una mappatura delle strutture ricettive in ambito Asl Napoli 3 Sud, predisposto e inviato all’azienda.

 

Nuove assunzioni, anche temporanee contrattualmente previste, per arginare al meglio la delicata situazione: medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici radiologi e personale operatore informatico. Oltre a misure organizzative negli ospedali e nei servizi territoriali anche in deroga alle disposizioni contrattuali vigenti in materia, si prevedano pronta disponibilità, reperibilità, attività straordinarie, reperimento di personale e apertura di sportelli informativi a cui rivolgersi, con numeri di telefono dedicati adeguatamente pubblicizzati sul sito aziendale. Bisogna definire, misure organizzative negli ospedali e nei servizi territoriali, coinvolgendo i direttori sanitari delle strutture, a tutela dei lavoratori in servizio nelle strutture, specialmente pronto soccorso e strutture sanitarie territoriali».

I sindacati pressano dunque il direttore generale Sosto, che a breve dovrebbe anche incontrare i sindaci dei Comuni che rientrano nell’Asl di competenza per effettuare una discovery informativa circa il sistema di prevenzione da attuare nei dettagli. «Vogliamo fare in modo di circoscrivere in termini di rischi il personale addetto all’assistenza, in particolare quelli impegnati nella gestione dell’emergenza/urgenza ed è necessario conoscere quali approvvigionamenti di materiale sanitario è stato predisposto, i tempi minimi di acquisizione e i tempi di distribuzione – rilanciano gli esponenti sindacali – Come forze sociali, siamo solidali con tutti gli operatori sanitari che operano in prima linea e a cui non faremo mancare il nostro apporto per svolgere in maniera utile il nostro mandato anche in questa situazione emergenziale, per assicurare linee d’indirizzo tese ad assicurare il massimo sforzo per contrastare la diffusione del contagio.

Ringraziamo sin d’ora con il massimo sostegno chi in questo momento protegge in prima linea tutta la popolazione, mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri familiari.  In conclusione a tutti gli operatori sanitari e socio sanitari e addetti devono essere necessariamente forniti mezzi ed attrezzature per operare in sicurezza e sia fornito urgentemente il previsto materiale di protezione. Restiamo in attesa di complessivo, utile e necessario piano aziendale, contenente le misure predisposte, per arginare il fenomeno coronavirus». Da qui, l’appello a convocare entro mercoledì un summit sull’emergenza.

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