Michela, la giovane di Castellammare che vive nel terrore del virus: «Qui al Nord paura e strade deserte»

Francesco Sabatino,  

Michela, la giovane di Castellammare che vive nel terrore del virus: «Qui al Nord paura e strade deserte»

«Abbiamo paura». Michela non fa giri di parole per raccontare lo stato d’animo con cui sta vivendo l’emergenza Coronavirus. Lei ha 32 anni ed è originaria di Castellammare di Stabia, ma da qualche anno si è trasferita a Soresina, in provincia di Cremona. Basti pensare che Codogno, la cittadina da cui è nato il focolaio in Italia, dista poco più di 25 chilometri. La paura viaggia veloce, con le mura di casa che diventano un luogo sicuro, quello dove rifugiarsi per evitare qualsiasi contagio. «Qui non siamo in quarantena come a Codogno o nei paesi limitrofi, ma il sindaco ci ha comunque chiesto di restare a casa nei prossimi sette giorni. Il nostro paese dista appena a venti minuto di auto. E’ stata annullata anche la festa prevista per il Carnevale, proprio per evitare possibili problemi». I numeri dei contagiati che aumenta col passare dei minuti, con il Nord Italia sempre più in ansia, fa crescere il timore delle famiglie, con l’assalto alle farmacie che diventa quasi una necessità. «Qui ormai si gira in mascherina – spiega Michela Langellotti – Sono ormai introvabili, così come l’amuchina che è terminata un po’ ovunque. Anche se in strada non c’è nessuno, si sta chiusi in casa e non si esce per il timore di essere contagiati. Si esce solo per andare al supermercato e fare un po’ di provviste e spesa, ma come dicevo si va con mascherina e guanti per il timore di contrarre il virus». L’Italia prova a contrastare in qualche modo il virus, le scuole vengono chiuse, vengono bloccate tutte le manifestazioni ludiche o sportive, ma tutto ciò non fa comunque dormire sonni tranquilli a chi abita a pochi chilometri dal focolaio italiano, la zona rossa che sta facendo tremare un Paese intero. «Ma come si può bloccare tutto e trovare tutte le persone che sono entrate in contatto con coloro che si sono già ammalati se non si riesce nemmeno a trovare il famoso paziente zero, ovvero colui che ha portato il virus in Italia?». La domanda di Michela può sembrare semplice, quasi scontata, ma è la realtà dei fatti. La paura è il sentimento che prevale su tutto e a poco valgono le rassicurazioni degli esperti o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che dice che l’80 per cento dei casi di CoronaVirus sono di lieve entità e che solo in presenza di altre, gravi, patologie può portare al decesso. «Noi abbiamo paura – conclude Michela – E potremmo stare chiusi in casa ben più dei sette giorni che ci sono stati chiesti dal sindaco».

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