Il virus distrugge l’economia: disastro turismo e commercio in Campania, chiesto lo stato di crisi

Salvatore Dare,  

Il virus distrugge l’economia: disastro turismo e commercio in Campania, chiesto lo stato di crisi

Dal turismo all’agricoltura, dal cinema ai lavoratori domestici. Il Coronavirus mette in ginocchio settori cruciali per la tenuta del Paese. Proprio mentre in borsa fior fior di miliardi vanno in fumo.  Fatta la somma, ecco il totale:l’Italia soffre l’incubo dell’emergenza che sta producendo effetti economici pesantissimi.

Agricoltura in difficoltà

Coldiretti lancia l’allarme per il futuro di 500 aziende agricole della zona rossa tra Lombardia e Veneto. «I provvedimenti restrittivi adottati stanno mettendo a rischio dagli allevamenti ai vigneti, dagli agriturismi alle cantine – dicono dal sindacato – Nella fascia di quarantena vivono oltre 100mila fra mucche e maiali e la limitazione della circolazione di merci e persone impediscono un’adeguata assistenza nelle stalle e nei campi». Le misure di prevenzione impediscono, a detta di Coldiretti, un’adeguata assistenza nelle stalle mentre nei campi pesano i vincoli agli spostamenti degli operai trattoristi dalle proprie abitazioni al posto di lavoro, in vista delle semine.

Sos da commercio e turismo

In Campania, grosso timore per esercenti e imprenditori del ramo ricettivo. Gli appelli rivolti al governatore Vincenzo De Luca sono chiari: bisogna proclamare lo stato di crisi per commercio e turismo. E’ un’istanza innanzitutto firmata da Confersercenti che sollecita la convocazione urgente di «un tavolo regionale con provvedimenti immediati, a supporto delle attività economiche del commercio, turismo e servizi. Nella sola città di Napoli, fa notare una nota dell’associazione, ci sono già state disdette e cancellazioni di prenotazioni per una percentuale che va dal 35 al 45 per cento sino a maggio e, inoltre, c’è un totale blocco di prenotazioni per i mesi successivi, con conseguenze tragiche per Pasqua e per i mesi estivi che rappresentano il 30-40 per cento degli incassi annuali. Il comparto turistico rischia la paralisi. Lo stesso concetto viene rimarcato da Federalberghi e Abbac, che rappresenta l’extralberghiero.

Cinema, sale vuote

Gli incassi del cinema, già drammatici nel weekend con -44 per cento, sono nel profondo rosso: ieri si è registrato un calo del 65 per cento sul 2019 e del 75 rispetto alla settimana precedente e le sale sono semideserte ovunque, anche nelle zone non interessate dalle misure adottate per la prevenzione del contagio. L’associazione nazionale esercenti cinema è fortemente preoccupata: «Per le imprese e per i lavoratori coinvolti si reputano necessarie e urgenti misure straordinarie, come ad esempio la cassa integrazione in deroga», dice Mario Lorini, presidente Anec.

Ko anche i luna park

Anche per i luna park sono tempi bui. La chiusura delle attrazioni, come precisa Anesv in una nota rivolta al presidente del consiglio Conte, «comporta il differimento di manifestazioni importanti legate anche al periodo pasquale» e ha già provocato mancati incassi per un milione di euro in soli due giorni. Di fatto le imprese del settore, in genere familiari, non avranno opportunità di lavoro per un periodo il cui termine non è possibile prevedere.

Il caso lavoratori domestici

Anche i lavoratori domestici si aggiungono alla lista dei settori colpiti dall’effetto coronavirus. Fidaldo, la federazione italiana dei datori di lavoro domestico, ha chiesto al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo di poter prendere parte al tavolo ministeriale convocato per la gestione dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus. Il contratto nazionale del lavoro domestico è un contratto particolare e non si possono applicare gli stessi istituti attivabili negli altri comparti, come per esempio la cassa integrazione.

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