Sorrento, pugno duro contro gli abusivisti. Denunce e multe per 200mila €

Salvatore Dare,  

Sorrento, pugno duro contro gli abusivisti. Denunce e multe per 200mila €

Un vero e proprio tesoretto. Che il Comune di Sorrento è pronto a racimolare nel corso delle prossime settimane facendo scattare ovviamente pure ingiunzioni di pagamento molto salate. E’ quello che si lega alle sanzioni spiccate nei confronti di numerosi abusivisti che, pizzicati con le mani nella marmellata nel tentativo di ampliare un appartamento o cambiare destinazione d’uso al proprio locale, sono stati coinvolti in un procedimento amministrativo. A quanto pare, per il momento, il Comune deve incassare circa 200mila euro grazie all’intervento di Andreani Tributi, la società titolare del servizio di riscossione che di recente aveva trasmesso all’ufficio anti abusivismo municipale la cosiddetta “lista di carico”. In questo elenco venivano menzionate numerose posizioni irregolari di tutti coloro che si sono visti notificare le ingiunzioni da 20mila euro che si legano al famoso dpr 380 del 2001. Ovvero, il testo che disciplina il tipo di sanzione da comminare nei confronti di chi risulta essere destinatario di un’indagine per abusivismo edilizio. Nel dettaglio, il Comune di Sorrento contesta ai soggetti che non hanno pagato la sanzione amministrativa non solo la morosità, ma anche un comma dell’articolo 31 del dpr, cioè quello di abusi realizzati nelle aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato. Sia chiaro: si tratta di una vicenda, quella alla riscossione coattiva delle sanzioni, che va di pari in passo alle indagini portate avanti sul campo dalla task force anti abusivismo composta da tecnici comunali, vigili urbani e nucleo di polizia giudiziaria. In Procura, a Torre Annunziata, ci sono centinaia di processi e fascicoli che riguardano abusi edilizi a Sorrento e dintorni. Ma accanto alla sanzione penale – che può tramutarsi in una condanna con sospensione condizionale della pena o addirittura finanche la demolizione della costruzione ritenuta abusiva – c’è anche l’aspetto di carattere erariale. Ed è qui che vengono a galla le numerose morosità accertate adesso dal Comune di Sorrento. Basti pensare a un altro aspetto cruciale di tutta questa querelle. E’ quella al rimborso da riconoscere alla pubblica amministrazione da parte di chi subisce in danno il ripristino dello stato dei luoghi: ovviamente, coloro che non ottemperano all’ordinanza di demolizione devono successivamente rimborsare l’ente pubblico che sulle prime si fa carico dei costi e degli oneri da sostenere per il pagamento dei lavori di demolizione. A Vico Equense, ad esempio, l’amministrazione guidata dal primo cittadino Andrea Buonocore ha citato in giudizio diversi abusivisti per tentare di incassare centinaia di migliaia di euro per il pagamento delle demolizioni. Il caso più eclatante è indubbiamente quello dell’Ecomostro della baia di Alimuri. Lo scheletro di cemento dell’albergo venne raso al suolo nell’autunno del 2014 al termine di una grossa operazione mediatica. Ma l’intervento – costato indicativamente mezzo milione di euro – è stato reso possibile perché l’amministrazione di Vico Equense accese un mutuo con la cassa depositi e prestiti. Quei soldi, che l’ente dovrebbe incassare dalla società – l’ex Saan – che deteneva la proprietà dell’immobile non sono ancora stati riscossi. Tuttora pende un giudizio amministrativo in attesa della sentenza presso il Consiglio di Stato.

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