Andrea Ripa

Soldi ai truffati delle case di Terzigno: nuovo buco nell’acqua della Regione

Andrea Ripa,  

Soldi ai truffati delle case di Terzigno: nuovo buco nell’acqua della Regione

Dal giorno della speranza all’ennesimo buco nell’acqua: il consiglio regionale della Campania ha rinviato a oggi la discussione sulla proposta di legge che prevede lo stanziamento dei fondi per chi ha acquistato case abusive in buona fede. Un milione di euro, secondo quanto previsto dai funzionari di Palazzo Santa Lucia che sarà destinato alle famiglie del Parco Santa Lucia di Terzigno, sgomberate a novembre scorso e al centro di una serie di annunci “elettorali” nel corso degli ultimi mesi. La discussione prevista per ieri mattina è saltata per mancanza del numero legale la seduta del Consiglio regionale con all’ordine del giorno la proposta di legge sulle misure a sostegno di immobili abusivi acquistati “in oggettiva e soggettiva buona fede”.

La proposta di legge è stata presentata dai consiglieri del Partito Democratico Casillo, Ricchiuti, De Pascale, Lamanna e Moxedano, con relatrice il consigliere regionale Enza Amato. Al momento del voto su uno degli emendamenti i consiglieri presenti nell’aula del consiglio regionale erano solo 24 e la seduta è stata sciolta per mancanza del numero legale.

Oggi si tornerà in aula in seconda convocazione, nel corso della seduta si spera di discutere una importante proposta che potrebbe alleviare in parte il dolore di 14 famiglie di Terzigno, un dramma che negli ultimi mesi ha fatto parlare tutta Italia.Secondo quanto contenuto nella proposta per il fondo al sostegno abitativo la Regione Campania è pronta a stanziare dei soldi destinati a coloro che negli anni hanno acquistato delle case abusive in buona fede. Insomma chi non sapeva dei lavori fuorilegge realizzati in fase di costruzione.

Un fondo “su misura” dei truffati delle case di Terzigno che fino a novembre scorso – e negli ultimi vent’anni – hanno vissuto nelle case del Parco Santa Lucia di via Panoramica. Sessanta persone finite in strada, con le ruspe che hanno buttato giù un intero condominio.

Quelle famiglie – già finite al centro di un bando del Comune di Terzigno per un sostegno economico destinato a supportare le spese per gli affitti da pagare da qui ai prossimi mesi – potranno ottenere un rimborso economico anche dalla Regione.Insomma la politica, che per mesi è rimasta in silenzio su questa vicenda, oggi prova a fare qualcosa. Un milione di euro – in due tranche da 500mila euro – che servirà ad alleviare soltanto in parte il dramma sociale che nel 2019 ha riguardato quelle 14 famiglie che oggi non vivono più in via Panoramica.

Una vicenda triste, in cui si intrecciano le responsabilità dei politici, di banche e notai compiacenti. Per la realizzazione di quelle palazzine che ora sono state buttate completamente giù il Comune aveva concesso dei permessi, poi ritirati in fase d’opera. La ditta costruttrice, legata a un noto imprenditore di Boscoreale, ha costruito le case violando i sigilli e una volta completate le ha vendute – grazie all’avallo di banche e notai che non hanno effettuato i regolari controlli – alle 14 famiglie.

Nel frattempo la giustizia ha fatto il suo corso, nel silenzio più totale. Soltanto quando è stata emessa la sentenza di condanna in primo grado la storia è venuta alla luce. Troppo tardi. A novembre poi, come ordinato dalla Corte di Cassazione, s’è consumato il dramma con l’arrivo delle ruspe e lo sgombero di 14 famiglie. Che per anni hanno investito i propri sacrifici senza sapere che tra le mani non avevano nulla.

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