Giovanna Salvati

Comune, salasso per la casta. 250mila euro per i consiglieri

Giovanna Salvati,  

Comune, salasso per la casta. 250mila euro per i consiglieri

Gli stacanovisti di Palazzo Criscuolo costano e anche tanto. Per pagare i politici l’ente sborsa in media dai 250 ai 300mila euro annuali. Una spesa che ovviamente serve a pagare il lavoro duro dei politici che ogni giorno sono chiamati a risolvere i problemi della città. Una spesa che però ora sta diventando stretta soprattutto perchè le casse dell’ente sono completamente a secco. Era stato il dirigente dell’ufficio ragioneria Nunzio Ariano a bacchettare amministratori e dirigenti invitandoli ad evitare spese esagerate e soprattutto inutili. A ridistribuire nei giusti dipartimenti le somme e cercare di attingere più contributi e fondi per alleggerire le spese interne. Ma quasi nessun dipartimento ha seguito la raccomandazione ancor meno  il dipartimento del personale.

A parte gli incarichi distribuiti allo staff del sindaco che ovviamente sono spese accessorie e aggiuntive, ci sono quelle della casta che non ha mai rinunciato allo stipendio. Dal sindaco agli assessori fino ai consiglieri comunali nessuno ha mai deciso di donare. Eppure nei comuni vicini ci sono esempi di chi ha fatto della politica un’occasione di solidarietà: Ilaria Abagnale del Comune di Sant’Antonio Abate devolve le sue indennità per diverse finalità sociali, l’ultima per le famiglie povere.  L’ex sindaco Aristide Rendina di Striano ha rinunciato alla sua indennità di sindaco per l’intero mandato cedendoli al centro anziani della città. A Torre Annunziata invece i consiglieri comunali guadagnano in media 780 euro, indennità che percepiscono per svolgere le commissioni consiliari, gettoni di presenza che non hanno mai devoluto. Una sola volta fu la consigliera comunale del Pd Germaine Popolo a cedere una somma – anche se a titolo personale -a sostegno di un’attività per bambini.

Ma fu lei, assieme al consigliere comunale di minoranza Alfieri a proporlo ufficialmente in consiglio comunale. Proposta snobbata. Eppure spendere circa trecentomila euro annuali per sostenere la classe politica, in particolare se si considerano i risultati ottenuti dalla squadra di governo guidata dal sindaco Vincenzo Ascione. Numeri che gravano come macigni sul bilancio dell’ente di corso Vittorio Emanuele, in un momento già delicato sotto il profilo della crisi economica. La decantata spending review in nome di cui sono stati sacrificati essenziali servizi al cittadino non vale evidentemente per la casta.  Così numeri alla mano basta scorrere le liquidazioni di pagamento ai vari esponenti di maggioranza e opposizione per scoprire che gli stacanovisti del gettone riescono a portare a casa fino a 780 euro lordi al mese. Ma per loro i tagli non servono anche se basta sfogliare, infine, i verbali delle stesse commissioni, per rendersi conto che i problemi restano, quasi come fossero copia e incolla di quelli precedenti.

Ma tanto pagano i cittadini. Ai costi dei consiglieri ovviamente si aggiungono quelli degli assessori che in media si aggirano dai mille euro in su. Più volte i consiglieri e assessori avevano promesso di devolvere parte dell’introito dei gettoni di presenza per cause sociali, parole perchè di fatto nessuno ha fatto seguire alle parole e alle promesse l’atto concreto. Come poco concrete sono le azioni messe in campo dagli stessi consiglieri comunali che dopo due anni e mezzo di governo.

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