Scrutatori per il referendum, il sindaco di Torre del Greco: «Niente nomine, sì al sorteggio»

Alberto Dortucci,  

Scrutatori per il referendum, il sindaco di Torre del Greco: «Niente nomine, sì al sorteggio»

Torre del Greco. La risposta all’ennesima «crociata per la legalità» promossa dai grillini di palazzo Baronale è arrivata a metà pomeriggio, una volta adottati tutti i provvedimenti per fronteggiare il caso di Coronavirus registrato alla scuola Don Bosco: «I consiglieri comunali del M5S stanno perdendo colpi, arrivano in ritardo – sorride il sindaco Giovanni Palomba -. Insieme alla maggioranza, già da 48 ore avevamo deciso di ricorrere al sorteggio per individuare gli scrutatori per il referendum relativo al taglio dei parlamentari in programma il prossimo 29 marzo».

Con buona pace del solito appello alla trasparenza lanciato in extremis dai pentastellati Vincenzo Salerno e Santa Borriello: salvo colpi di scena, oggi, la commissione elettorale – presieduta dal primo cittadino e composta da Iolanda Mennella, Antonio D’Ambrosio e Alessandra Tabernacolo – ufficializzerà la decisione di ricorrere alla «riffa pubblica» per individuare gli addetti ai seggi. «Adotteremo lo stesso criterio stabilito in occasione delle elezioni politiche del maggio 2019 – sottolinea Giovanni Palomba -. Il dirigente del settore già è stato informato della volontà di procedere al sorteggio: siamo lieti di sapere che il M5S condivide, seppure in ritardo, la linea adottata per garantire la massima trasparenza».

Le parole dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio chiudono così la querelle con i grillini del Comune. In una nota inviata proprio durante le «ore calde» dell’emergenza virus, Vincenzo Salerno e Santa Borriello avevano sottolineato come «siamo in un periodo di sfiducia estrema nella politica in cui i cittadini rischiano di perdere il rispetto nelle istituzioni, con ovvie conseguenze sul tessuto sociale». Di qui, la proposta – a 24 ore dalla seduta della commissione elettorale – di procedere al sorteggio degli scrutatori per il referendum perché «se la scelta avviene tramite una nomina politica, il comportamento di uno scrutatore può essere influenzato e appare opportuno evitare qualsiasi sospetto di condizionamento». Concetti espressi quando la scelta del sorteggio era stata presa già da 48 ore.

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