Coronavirus: in Campania concorsi tra rabbia e termoscanner per la febbre

Redazione,  

Coronavirus: in Campania concorsi tra rabbia e termoscanner per la febbre

Un po’ di paura, la misurazione della temperatura a tutti i candidati, una scia polemica. Nei giorni del coronavirus è partito oggi il concorso della Regione Campania per assumere 641 addetti ai centro per l’impiego regionali, ma anche l’ultima giornata di prove del corso-concorso della Regione Campania per i Comuni. Il primo concorso si è svolto alla Mostra d’Oltremare dove erano attesi i primi duemila candidati delle prove che si concluderanno il 27 marzo visto che i candidati sono circa 60.000. Ultima prova, invece, oggi per il corso-concorso al Palapartenope giunto alla fine della seconda fase ma su cui pende la decisione attesa del Consiglio di Stato sui ricorsi. Non si conoscono i numeri precisi ma moltissimi sono i candidati che alla Mostra d’Oltremare hanno deciso di non partecipare e qualcuno, nei gruppi social del concorso, preannuncia anche ricorso per il mancato slittamento.

La Regione, però, ha attuato delle misure di sicurezza mettendo i candidati a distanza l’uno dall’altro, misurando la temperatura con i termoscanner ad ognuno prima di accedere alla sala e distribuendo delle salviette con gel igienizzante. Alcuni avevano una temperatura di almeno 37 gradi e sono stati dirottati alle due tendostrutture mediche allestite nel parco della Mostra d’Oltremare per ulteriori controlli di eventuali sintomi del covid19. Lo svolgimento dei concorsi viene però criticato dal Comune di Napoli. “E’ forte – affermano gli assessori Monica Buonanno e Francesca Menna – la preoccupazione per la scelta della Regione Campania di dare continuità allo svolgimento delle prove concorsuali.

E’ incomprensibile che la Regione Campania permetta a migliaia di persone di trovarsi nello stesso luogo, tra l’altro è assurdo che si neghi il diritto alla partecipazione di quanti in questo momento per motivi di salute propria e dei familiari non hanno potuto partecipare. In tutte le altre Regioni le procedure concorsuali sono state sospese, è assurdo che una persona sia costretta a scegliere tra il diritto alla salute e quello al lavoro”. “L’organizzazione – scrive Mauro, uno dei candidati – è stata perfetta. Veniva misurata la temperatura all’ingresso, e in ogni fase del concorso fatta rispettare la distanza di almeno un metro, anche per andare in bagno”. Ma c’è anche chi sottolinea, come Francesca che “questo concorso deve essere rimandato, abbiamo il diritto tutti di partecipare in maniera serena”.

Alla partenza della prima prova anche l’assessore al Lavoro Sonia Palmeri che definisce il concorso: “Un importante tassello per la costruzione di un mercato del lavoro equo efficiente ed inclusivo in Campania”. Domani si torna in aula per due sessioni, una la mattina e una al pomeriggio. Al Palapartenope erano, invece, attesi 424 candidati ma se ne sono presentati 118 anche se, spiegano dal Formez “non è un dato da attribuire per forza alla paura, nella prova del 19 febbraio erano ad esempio attese 1300 persone e si sono presentati in 457”.

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