Alberto Dortucci

A Torre del Greco il «grappolo» del virus. Il sindaco: «Un inferno, ma ce la faremo»

Alberto Dortucci,  

A Torre del Greco il «grappolo» del virus. Il sindaco: «Un inferno, ma ce la faremo»

Torre del Greco. «In tre giorni, sono dimagrito cinque chili. È l’unica nota positiva di questa difficile settimana». Abbozza un sorriso, il sindaco Giovanni Palomba. Ma il volto tirato e la voca rauca tradiscono la stanchezza accumulata in 72 ore da incubo a Torre del Greco. La città del corallo, quarta della Campania, conta già dieci casi di Coronavirus a cui aggiungere i quattro docenti – rispettivamente di Striano, Castellammare di Stabia, San Valentino Torio e Trecase – contagiati alla D’Assisi-Don Bosco, la scuola focolaio a quattro passi dalla zona porto.

 

La sua città è stata classificata come un «cluster epidemico». È preoccupato?

Fino a oggi non conoscevo neanche il significato del termine. Certo, a Torre del Greco c’è un «grappolo» di Covid-19: fortunatamente sono tutti casi riconducibili a due soli ceppi, il primo legato all’istituto comprensivo e il secondo alla famiglia della ricercatrice farmaceutica impiegata a Salerno. Le prossime ore saranno decisive.

 

In che senso?

Il 6 marzo è scaduto il potenziale periodo di incubazione per alunni e personale della D’Assisi-Don Bosco. Se non dovessero essere registrati nuovi casi collegati alla scuola, potremmo dire di avere superato il primo scoglio critico.

 

Nelle ultime 48 ore, Lei ha adottato una serie di provvedimenti finalizzati a contenere il rischio di contagio. Sulla scorta delle indicazioni arrivate dal prefetto di Napoli, si possono valutare ordinanze ulteriormente restrittive?

Ritengo siamo arrivati al massimo delle «restrizioni» previste per l’attuale situazione. Invito tutti a rispettare il protocollo e a limitare, come suggerito dal governatore Enzo De Luca, le uscite non strettamente necessario. Restare a casa è la migliore soluzione per limitare le occasioni di contagio. Il Comune, a partire da lunedì, provvederà a una radicale sanificazione delle strade cittadine con un programma di interventi già messo a punto con la dirigente del settore igiene e sanità.

 

Qualche suo collega ha imposto la «quarantena domiciliare» ai familiari dei contagiati. A Torre del Greco ci sono 10 casi, non sarebbe auspicabile un provvedimento analogo?

Massimo rispetto per tutti i colleghi impegnati, come il sottoscritto, a fronteggiare l’emergenza sanitaria. Ma la «quarantena domiciliare» per i nuclei familiari in cui c’è un soggetto positivo al Covid-19 è già disposta direttamente dall’Asl Napoli 3 Sud.

 

Lei predica ottimismo, ma oggi ha chiesto al presidente della Regione Campania la riapertura di alcuni reparti dell’ospedale Maresca per affrontare eventuali criticità.

Non ci nascondiamo dietro un dito: la vicenda è seria e deve essere affrontata seriamente. La proposta è finalizzata sia a offrire ulteriori rassicurazioni ai cittadini di Torre del Greco sia un potenziale “respiro” all’ospedale Cotugno di Napoli e a tutte le restanti strutture sanitarie del Capoluogo.

 

Negli ultimi giorni sono spuntati messaggi audio e comparsate in tv capaci di creare ulteriore “panico” a Torre del Greco.

Ripeto: bisogna affrontare seriamente la vicenda. L’utilizzo dei social deve essere rispettoso delle difficoltà di queste ore: i social possono essere uno strumento straordinario, ma in questo caso si stanno rivelando dannosi. Invito i cittadini a informarsi solo attraverso canali istituzionali e tradizionali.

 

Lei è stato in contatto con diversi ambienti a rischio e con un consigliere comunale oggi in quarantena volontaria. Pensa di fare il tampone?

Al momento, non ci sono gli estremi per un controllo. Riguardo al consigliere comunale, voglio precisare si tratta di una decisione precauzionale relativa al suo ambito lavorativo. Come dicevo, bisogna essere previdenti: in caso di dubbi, meglio restare a casa. Per tutti.

CRONACA