Torre del Greco, l’infermiera-consigliera in isolamento: «Così si frena il virus»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, l’infermiera-consigliera in isolamento: «Così si frena il virus»

Torre del Greco. «Sono arrabbiata, perché la gente non ha capito la portata del pericolo. E sono amareggiata, perché ora vorrei essere in corsia a dare una mano ai miei colleghi». Lucia Vitiello è un’infermiera professionale, in servizio da 14 anni presso l’ospedale evangelico Villa Betania di Napoli. Dallo scorso 6 marzo si trova in «isolamento fiduciario» a casa, insieme ai 17 sanitari entrati in contatto con una paziente poi trasferita all’ospedale Cotugno di Napoli per un sospetto caso di Coronavirus. «Si tratta di un atto di responsabilità – spiega la donna, consigliere comunale della maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Palomba -. Non ho mai avuto sintomi di sorta, ma la procedura giustamente prevede adeguate precauzioni: il Covid-19 deve essere contrastato in maniera intelligente».

Un tasto su cui Lucia Vitiello batte con forza. Da addetta ai lavori, non nasconde la rabbia per come giovani e meno giovani hanno – fino a oggi – sottovalutato il problema: «Restare a casa significa avere rispetto per sé e rispetto per gli altri – sottolinea l’infermiera-politica – Chiunque può entrare in contatto con qualcuno affetto da Coronavirus, adottare i dovuti accorgimenti significa contribuire in modo concreto il rischio-contagio». Restare a casa, dunque. E resistere alla tentazione di ignorare la «quarantena» consigliata dagli esperti. «In questo particolare momento, l’isolamento fiduciario mi pesa: recentemente c’è stato un lutto importante in famiglia e non potere stare accanto a mia madre è terribile – racconta Lucia Vitiello, con la voce incrinata dalla commozione – Ma è necessario, per il bene di tutti».

Un concetto chiaro al marito dell’esponente della lista civica Dai: «Sì, mio marito è rimasto in isolamento fiduciario con me – prosegue la donna – Anche lui è infermiere, lavora in una casa di cura per anziani. Ha deciso di fermarsi per puro scrupolo. Se tutti avessimo avuto lo stesso approccio, oggi la situazione non sarebbe così delicata». Insieme al marito, Lucia Vitiello ha trascorso già 7 giorni in casa: «Il periodo critico è alle spalle, ora dobbiamo solo aspettare. Intanto, ci facciamo compagnia: chiacchieriamo come raramente capita durante i periodi di lavoro. Oggi il tempo non manca, non siamo abituati», prova a sdrammatizzare.

Il tempo, il «grande nemico» dei 14 giorni da trascorrere in quarantena: «Le ore sembrano non passare mai: guardi l’orologio e, dopo un’eternità, sono passati solo dieci minuti – prosegue l’operatrice sanitaria -. In questi giorni ho riscoperto il piacere di leggere un libro, di guardare la televisione, di cucinare pietanze ricercate: tutti “lussi” impossibili per chi lavora fino a 10 ore al giorno e durante i fine settimana». Insomma, un’occasione per riscoprire un mondo «cancellato» dai ritmi frenetici della vita moderna. Ma non solo: «Questa prima settimana a casa mi è servita per avere la conferma del “grande cuore” della mia città – racconta Lucia Vitiello -. I vicini di casa, attraverso i balconi, ci chiedono se abbiamo bisogno di qualcosa in particolare: qualcuno si è offerto di fare la spesa per noi, sentiamo forte la solidarietà e l’affetto del quartiere». Attraverso la televisione e l’app MyTorredelGreco l’infermiera-politica si tiene aggiornata sugli sviluppi nazionali e locali legati al Covid-19: «Ho sentito diversi colleghi del consiglio comunale, seguo con attenzione le decisioni del governo e le ricadute sul nostro territorio. Il sindaco Giovanni Palomba sta affrontando in modo corretto la situazione, ora mi aspetto risposte responsabili dai cittadini – conclude Lucia Vitiello -. Sarò ripetitiva, ma essere responsabili e coscienziosi è la prima “medicina” per tutti».

Tra qualche giorno, il suo periodo di «isolamento fiduciario» sarà terminato e l’infermiera-politica potrà tornare in prima linea: «Non vedo l’ora finisca il periodo di potenziale incubazione del virus – conclude -. Sia per tornare alla mia vita di tutti i giorni sia per andare a dare una mano alle mie colleghe. Ho visto immagini strazianti di operatori sanitari distrutti dalla fatica, spero questi giorni servano a fare capire l’importanza degli investimenti su strutture e personale».

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