Coronavirus, turismo in ginocchio in penisola sorrentina: «Saranno anni neri»

Salvatore Dare,  

Coronavirus, turismo in ginocchio in penisola sorrentina: «Saranno anni neri»

«La cosa veramente drammatica è che non sappiamo quando quest’emergenza finirà. Ed è impossibile azzardare previsioni. L’unica certezza è che le imprese continuano a soffrire tantissimo e chiuderanno l’anno in rosso. Senza parlare delle migliaia di lavoratori che vedono a rischio la propria assunzione». Le parole di Natale Attardi, presidente di Confcommercio, sono dense di amarezza. L’emergenza coronavirus sta letteralmente mettendo in ginocchio l’intera economia della penisola sorrentina. Che vive di turismo con un indotto vastissimo. Ci sono almeno «500 realtà in difficoltà, considerando negozi, bar e ristoranti». A cui bisogna aggiungere anche gli hotel e le strutture extralberghiere. «Uno sconquasso, le prenotazioni per marzo sono tutte cancellate. Ed evidentemente lo stesso potrebbe avvenire per la prima parte di aprile» rincara la dose Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi penisola sorrentina. Insomma, il turismo e l’intero indotto, tra cui quello commerciale, è in fortissimo affanno. Una difficoltà complessiva che si ripercuote sui lavoratori stagionali, molti dei quali anche delle aree limitrofe con dipendenti originari del Napoletano, di Castellammare e dell’area torrese. «Un grosso problema che non viene considerato è che prima che esplodesse l’emergenza molte attività avevano acquistato merce ed effettuato lavori di manutenzione, anche di carattere edilizio – dice Attardi – Sono investimenti persi in larga parte per questa stagione. Una soluzione seppur parziale potrebbe riconoscere l’allungamento dell’indennità di disoccupazione Naspi. Anche se gli aiuti dovrebbero riguardare anche gli imprenditori e gli operatori commerciali che non devono finire sul lastrico. La sensazione è che non si tornerà facilmente alla normalità. Serviranno anni, non so quanti…». Il sogno è «tornare in campo magari davvero a metà aprile. Potremmo attutire le perdite e rimetterci in moto. Siamo un popolo che sa fare sistema e che è acceso da grosso spirito di collaborazione». L’imprenditore Francesco Leonelli, titolare del lido Leonelli’s beach di Sorrento, è profondamente scosso: «E’ tutto un grosso enigma anche perché non si sa ancora se le misure del decreto termineranno il 3 aprile oppure verranno prorogate. Il sogno comune di tutti gli imprenditori, compresi noi balneari, è di terminare l’anno 2020 almeno in equilibrio coi costi di gestione. Un pensiero è rivolto in questa fase pure ai lavoratori duramente provati da quest’emergenza perché incerti sul loro rientro nel piano occupazionale. La certezza è che si farà l’impossibile per non lasciare a casa nessuno». Non manca una riflessione sul tipo di clientela che verrà ospitata a incubo Covid 19 terminato. «In Italia ci siamo mossi prima per le contromisure mentre in altri Paesi pare che soltanto adesso si sia preso coscienza del problema – dice Leonelli – Si può arrivare al punto che in piena estate potranno muoversi esclusivamente sul territorio nazionale i viaggiatori italiani. E poi temo anche un contraccolpo psicologico sul turismo. Non è facile tornare alle abitudini di tutti i giorni. Figuriamoci rispolverare il piacere di viaggiare, di cambiare, di cercare nuove tendenze. E’ davvero una questione incisiva e globale. Nel nostro piccolo tenteremo di mettere in campo tutti gli sforzi possibili». Gianluca Di Carmine, numero uno dell’Ascom di Piano di Sorrento, già una settimana fa aveva evidenziato un dato choc: ovvero, il calo di introiti per i ristoranti di almeno il 70%. Percentuale destinata a salire alla luce delle ordinanze regionali e del decreto del governo. «E’ un dramma che tocca tutte le famiglie – sospira amareggiato il presidente Federalberghi, Iaccarino – Si tratta della peggiore crisi mai subita dal turismo in penisola sorrentina. Mai prima di oggi c’è stata una contrazione del genere che purtroppo non è quantificabile. Fare i conti significherebbe essere usciti dall’emergenza. Ed al momento non intravedo nulla di sicuro». Tanta preoccupazione che riguarda anche le strutture extralberghiere. L’osservatorio turistico extralberghiero italiano torna a chiedere lo stato di crisi per la filiera turistica e propone al governo l’estensione della cassa integrazione in deroga a tutte le imprese, comprese società di servizi e associazioni di categoria. Altre istanze sul tavolo del presidente del consiglio Giuseppe Conte: la facoltà di rinegoziare i contratti a tempo indeterminato, defiscalizzando e attivando subito il bonus Sud per le assunzioni con la sterilizzazione dei contributi Inps, riattivare il voucher a prestazione occasionale per il turismo, sospendere i versamenti di mutui e attivare un fondo di garanzia per fornire liquidità alle imprese ed evitare il tracollo.

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