Andrea Ripa

Virus: Torre del Greco blindata. Nel Vesuviano vietato giocare a bocce

Andrea Ripa,  

Virus: Torre del Greco blindata. Nel Vesuviano vietato giocare a bocce

Controlli a tappeto in tutta la provincia, una ventina di denunce, confini blindati a Torre del Greco e partite di bocce tra anziani bloccate ai piedi del Vesuvio. E’ il bilancio dell’ultima giornata di controlli anti-contagio eseguiti, su tutto il territorio, dalle forze dell’ordine. Nelle scorse ore, a margine di un summit in Prefettura, è stato deciso di intensificare gli effetti della task force nei territori maggiormente a rischio. In cima all’agenda c’è la situazione di Torre del Greco, la città focolaio  che conta un terzo dei contagiati dell’intera provincia: 16 persone affette dal Coronavirus. La Prefettura ha deciso di blindare la città del corallo, dando ordine a carabinieri e polizia di intensificare i controlli e presidiare in maniera capillare il centro, la periferia e anche le vie di collegamento con altri Comuni. Nella sola giornata di ieri le forze dell’ordine hanno controllato 128 autocertificazione denunciando 8 persone uscite di casa senza motivi di necessità. Ma non è l’unico caso. Sul Vesuvio blindato e chiuso ai turisti è vietato persino fare  jogging e soprattutto è giocare a bocce. Come accaduto alcuni giorni fa, a Terzigno,  quando i carabinieri hanno dovuto interrompere una “combattuta” sfida tra un gruppetto di nonnini impegnati nelle pinete a ridosso del campo sportivo, nel Parco Nazionale del Vesuvio. Una sfida all’ultimo lancio interrotta sul più bello. Ma non sono gli unici “beccati” dagli uomini in divisa, che proprio nei pressi dello stadio comunale hanno aumentato gli accertamenti. I presidi delle forze dell’ordine posizionati anche lungo le arterie a confine con gli altri comuni hanno permesso agli investigatori di controllare decine di persone, molti sprovvisti delle autocertificazioni necessarie per circolare. Controlli che vengono intensificati proprio nei giorni in cui dalla Regione arrivano nuovi dispositivi per le limitazioni. Mentre i sindaci del territorio insistono con i propri annunci via social. «Dovete stare in casa», ribadisce da giorni alla sua comunità il primo cittadino di Terzigno, Francesco Ranieri. Controlli stringenti sono stati ordinati anche nella vicina San Giuseppe Vesuviano dal primo cittadino leghista, Vincenzo Catapano, che ha chiesto agli agenti della polizia municipale, agli uomini del commissariato di polizia e ai militari dell’Arma di intensificare i controlli in vista del fine settimane. «Vietato anche pranzare a casa dei propri familiari per la domenica. Bisogna fare un po’ di sacrificio. Serve pazienza. Presto tutto passerà», ha detto il primo cittadino di San Giuseppe Vesuviano. Controlli no-stop su tutto il territorio dei monti Lattari, almeno 200 gli automobilisti fermati. Salgono a sei le denunce per chi ha violato le norme anti-virus, uscendo senza giustificazioni dalle case. «Stavo prendendo un po’ di aria», è la risposta di un pregiudicato, di 40 anni, di Gragnano che sostava davanti a un bar chiuso. L’uomo è stato invitato a rientrare presso la propria abitazione dopo aver incassato la sanzione. Sei denunce, invece, a Ercolano. Raffica di verifiche anche a Pompei tra il centro di piazza Bartolo Longo e le periferie. Insieme ai carabinieri e agli agenti del commissariato di via Sacra, la polizia municipale sta mettendo in piedi una vera task force tra i punti nevralgici della città degli Scavi. Oltre alle 54 verifiche della scorsa notte tra gli automobilisti beccati a circolare a Pompei per motivi di salute e lavoro, e dunque regolari, ieri mattina sono scattati nuovi controlli tra le attività commerciali. Due i titolari denunciati e sanzionati perché non hanno rispettato la chiusura dell’esercizio imposta dal Governo per contenere il contagio del Covid-19. Si tratta di due negozi di fiori che erano regolarmente aperti.

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