Vincenzo Lamberti

Castellammare, il camionista e le città vuote: «Mi mancano code e traffico»

Vincenzo Lamberti,  

Castellammare, il camionista e le città vuote: «Mi mancano code e traffico»

Castellammare. «Aspetta che metto il viva voce, meglio evitare le multe». Le parole di Giovanni Ungaro, autotrasportatore di Castellammare, arrivano metalliche. «Sto attraversando un tratto di gallerie e la mia giornata non è ancora finita». Giovanni, come tanti altri camionisti italiani, è uno di quelli che non si ferma. Il motto #iorestoacasa, per loro, così come per tante altre categorie, non è applicabile del tutto. Giovanni lo sa e vive questi momenti anche con sofferenza. «Questi giorni sono pieni di ansia, sto lottando perché è una cosa che ti lascia senza parole. Vado in giro per città senza abitanti, vuote, sembra che il mondo si sia fermato. Io non mi sono fermato perché ce lo sta chiedendo l’Italia. Se anche noi stiamo a casa si ferma gli alimentari, la sanità».

Nei giorni scorsi Giovanni ha anche fatto una diretta fb sulla pagina dedicata ai camionisti: parole cariche di pathos in cui ha ribadito la necessità di continuare a lavorare: «Non ci possiamo fermare, ce lo chiede l’Italia». Quando ha dovuto scegliere, Giovanni non ha avuto dubbi: «Il mio titolare mi ha chiesto di valutare e ho deciso di lavorare,  ho moglie e figli, e pur adottando tutte le giuste cautele ho deciso di fare il mio lavoro. Mi sveglio alle 4 del mattino, arrivo in ditta per caricare e devo misurare la temperatura, indossare guanti e mascherine, rispettare tutte le precauzioni, entrare e scaricare. Poi via sulle nostre autostrade deserte».

Giovanni in questi giorni va a Bologna, a Roma, ovviamente evita le zone rosse dove non si può entrare: «Non ci sentiamo degli eroi, ma noi autotrasportatori non siamo tutelati. Nell’ultimo decreto, ad esempio, sta scritto che per i camionisti le aree di servizio devono stare aperte dalle 6 di mattino alle 18 garantendo servizi igienici. Però quando facciamo la notte dobbiamo prendere qualcosa da mangiare e sperare che tutto vada bene». Ogni giorno tra Bologna, Roma, la Puglia: «La sera quando torno a casa cerco di stare lontano da mia moglie e dai miei bimbi. Mi comporto come se fossi sempre influenzato». La paura è anche questa. Ma Giovanni non si arrende e tira dritto: «Siamo qui. Anzi le dico la verità, non sa quanto mi manca un bell’ingorgo sull’autostrada».

©riproduzione riservata

CRONACA