Tiziano Valle

Il direttore sanitario dell’Asl: «Se tutti rispettano le regole, picco entro fine mese»

Tiziano Valle,  

Il direttore sanitario dell’Asl: «Se tutti rispettano le regole, picco entro fine mese»

«Dall’inizio della prossima settimana l’Asl Na 3 Sud avrà un suo laboratorio per l’esame dei tamponi. Sarà allestito nell’ospedale di Nola, perché possiamo contare sul dottor Leonardo Napolitano che è un virologo che ha un’esperienza diretta in materia e ci consentirà di accorciare i tempi delle analisi».

Gaetano D’Onofrio, direttore sanitario dell’Asl Na 3 Sud, sta lavorando senza sosta già da settimane per far sì che gli ospedali della provincia sud di Napoli siano pronti quando arriverà il picco dei contagi.

«In questi giorni stiamo registrando sicuramente un incremento dei casi», spiega senza lanciarsi in previsioni «fare ipotesi cabalistiche su quando ci sarà il picco è un esercizio inutile adesso».

La Regione Campania ha ipotizzato metà aprile.

«Sì, lo so. Ma molto dipende dalla gente. I provvedimenti adottati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri risalgono ormai a 10 giorni fa. Il periodo d’incubazione è di 14 giorni, se tutti hanno rispettato la buona regola di stare in casa ed evitare le occasioni di contatto il picco potremmo averlo entro fine mese».

Il Governatore De Luca e i sindaci lamentano che c’è ancora troppa gente in giro.

«Guardi in questi giorni ho visto che molti pubblicano un passaggio del romanzo “I Promessi Sposi” in cui Alessandro Manzoni racconta la peste. Bene consiglierei di leggere la storia di Don Ferrante il marito di donna Prassede: lui è uno scienziato, studia gli astri e crede che sia tutto un complotto, ma alla fine morirà proprio di peste».

Molto meglio attenersi alle regole.

«Se tutti restiamo a casa, occasioni di contagiare in estensione non ce ne sono. Il rapporto diventa meno di uno a uno e la curva va a scendere».

Però c’è bisogno anche di evitare il contagio degli operatori sanitari.

«In questi giorni abbiamo una maggiore esigenza di dispositivi di sicurezza, per via dell’incremento dei casi. Oggi (ieri, ndr) è arrivata un’altra fornitura di mascherine Ffp2 e Ffp3 e abbiamo mosso tantissimi canali anche internazionali per fronteggiare questa emergenza. Il direttore Gennaro Sosto aveva trovato anche un interlocutore in Vietnam pronto a fornire un macchinario gratuito per produrre mascherine ma purtroppo c’è stato un problema con la certificazione Cee».

Servono anche respiratori per i posti di terapia intensiva.

«Ci siamo già attivati e spero di poter dare presto buone notizie».

Era necessario allestire un laboratorio di analisi per la Na 3 Sud?

«Sì, siamo l’Asl più grande della Regione Campania e avremo l’opportunità di gestirci il nostro milione di utenti, garantendo risposte più veloci».

Perché avete scelto l’ospedale di Boscotrecase come punto Covid?

«E’ la struttura più nuova, con gli impianti più adeguati per gestire questo tipo di emergenza. Noi abbiamo fatto una scelta diversa rispetto a quella che è stata adottata da molte Asl del Nord Italia».

Ci spieghi meglio.

«La scelta di gestire i casi di Coronavirus nelle stesse strutture dove si svolge l’assistenza ordinaria non ci convince. Il rischio di favorire l’espansione del contagio è alta e per questo motivo riteniamo che destinare un’intera struttura a questa funzione possa dare una risposta più incisiva all’emergenza che stiamo vivendo».

Ci sono abbastanza posti di terapia intensiva?

«Al momento ne abbiamo 22 a disposizione nell’intera Asl Na 3 Sud, ma a Boscotrecase se ne possono realizzare subito 20 oltre ad altri 30 di subintensiva».

Questa scelta ha comportato anche una riorganizzazione.

«E’ chiaro che c’è stato un ribaltamento di alcune attività. Il reparto di Ortopedia dell’ospedale di Boscotrecase si sposterà a Castellammare, così come la Neonatologia, la Neurologia e la Cardiologia. La Pediatria invece si dividerà tra Vico Equense e Castellammare. Inoltre abbiamo trasferito la Chirurgia all’ospedale Maresca di Torre del Greco».

Il San Leonardo però continua a gestire anche la fase di pre-triage.

«Sì, al momento, abbiamo 12 persone sotto osservazione. Ma si tratta di una struttura adeguata per continuare a garantire anche gli altri livelli essenziali di assistenza».

A proposito, in termini di accessi al pronto soccorso s’è registrata una diminuzione?

«Nella prima settimana di marzo, rapportata al mese di febbraio, contiamo registriamo il 67 per cento in meno a Castellammare di Stabia, il 75 per cento a Torre del Greco e il 71 per cento a Nola per fare qualche esempio. Questo ci consente di gestire anche meglio l’emergenza».

C’è un piano qualora si dovesse verificare una diffusione più ampia del contagio?

«Qualora si dovesse verificare un alto afflusso di pazienti e l’ospedale di Boscotrecase non fosse sufficiente, abbiamo individuato Pollena Trocchia come secondo punto Covid 19».

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