Giovanna Salvati

L’sos dei sindaci: «Boscotrecase è in tilt»

Giovanna Salvati,  

L’sos dei sindaci: «Boscotrecase è in tilt»

BOSCOTRECASE – Come soldati mandati a combattere una guerra, ma disarmati. Sono i medici dell’ospedale di Boscotrecase. Da 72 ore il presidio Sant’Anna-Madonna della Neve è stato individuato come polo di ricovero per i contagiati, ma il personale è stato lasciato solo. Metropolis aveva raccontato in esclusiva l’incubo di alcuni medici e infermieri entrati in contatto con un contagiato e ai quali è stato negato il tampone e ora l’appello ad aiutarli continua dai sindaci. Il sindaco Vincenzo Ascione scrive al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e si schiera, assieme al sindaco di Boscoreale Antonio Diplomatico e il sindaco di Boscotrecase, Pietro Carotenuto, dalla parte dei medici e di infermieri che in queste ore stanno provando a gestire l’emergenza Covid-19 piombata sul nosocomio di via Lenze come una doccia gelata ed improvvisa.

«E’ chiaro che la scelta, seppur contestabile perché non è stata condivisa – scrive Ascione nella lettera – è sicuramente comprensibile perché in linea con quelle che negli anni hanno riconosciuto alla nostra struttura ospedaliera un ruolo strategico di primaria importanza per l’intero bacino d’utenza. Mi preme però rappresentare a gran voce l’evidente difficoltà di garantire agli operatori sanitari dedicati all’accoglienza e alla cura di detti pazienti la stretta e necessaria applicazione delle misure dettate dal Ministero come mascherine, protezioni facciale, camici impermeabili a maniche lunghe, guanti.

Tutto questo non garantisce la dovuta salvaguardia della salute dei lavoratori, e potrebbe generare un fortissimo impatto in città». «Alcuni degli operatori sanitari – continua Ascione – hanno remore a rientrare presso le proprie abitazioni per il timore di contagiare i propri familiari. Qualora ci fosse la disponibilità di case o strutture alberghiere, sarebbero disponibili ad alloggiarvi». Ed infine ha ribadito nella missiva: «La proposta di localizzare nell’ex ospedale di Torre Annunziata, attualmente sede del Distretto di salute mentale dell’Asl Na 3 Sud, un presidio di primo soccorso ospedaliero al servizio di una vasta fetta di popolazione, comprendente i comuni di Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno e i locali sono già disponibili». A fare da eco al primo cittadino di Torre Annunziata è il sindaco di Boscotrecase Pietro Carotenuto: «Mi unisco anche io all’appello del sindaco Ascione – dice – sono favorevole ad allestire il pronto soccorso, laddove fosse possibile tecnicamente possibile, nei locali indicati, questo significherebbe avere un punto ulteriore e sgravare Castellammare di Stabia e Torre del Greco.

Sulla vicenda degli operatori sanitari invece ho sentito lunedì il direttore generale dell’Asl e dopo un lungo colloquio mi ha comunicato che saranno predisposti corridoi di sicurezza all’interno del presidio e tutti gli operatori saranno dotati di dispositivi individuali». «Purtroppo continua ad esserci l’assoluta mancanza di dispositivi, – dice invece il sindaco di Boscoreale Antonio Diplomatico – e anche per i medici di base la situazione è drammat i c a : qualche giorno fa l’Asl ha distribuito delle mascherine chirurgiche che non servono. I camici bianchi sembrano soldatini mandati al fronte senza armi e lancio a nome di tutti i colleghi un grido di dolore». Non si unisce invece alla proposta di aprire un pronto soccorso in piazza Cesaro a Torre Annunziata: «Non ha senso, e già è stato dimostrato in passato il fallimento della politica, c’è bisogno di una programmazione ma ora è tempo di emergenza.

Bisogna insistere sui provvedimenti per far stare le persone a a casa che ancora oggi non rispettano le norme, è assurdo ancora non hanno capito quanto questo virus sia aggressivo». Sindaci uniti, al fianco del personale medico in trincea che rischia ogni minuto il contagio ma che nonostante tutto non molla. Negli occhi il coraggio, nelle mani la speranza, nel cuore la paura.

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