Covid, De Luca attacca: “Ad aprile previsti 3.000 positivi in Campania, bisogna chiudere tutto e militarizzare l’Italia. Sennò conteremo i morti”

Redazione,  

Covid, De Luca attacca: “Ad aprile previsti 3.000 positivi in Campania, bisogna chiudere tutto e militarizzare l’Italia. Sennò conteremo i morti”

“La previsione è che entro il 29 marzo saremo a 1.500 contagi in Campania rispetto ai 750 di oggi. Entro inizio aprile avremo 3.000 persone positive e 140 persone in condizione da richiedere un ricovero in terapia intensiva”.

Lo dice il governatore della Campania Vincenzo De Luca in un videomessaggio su Facebook in cui attacca il governo e invoca misure ancora più restrittive per l’emergenza coronavirus. “Bisogna chiudere tutto, si deve militarizzare l’Italia. Servono poteri eccezionali alle forze dell’ordine” dice il presidente della giunta regionale della Campania. “E’ evidente che siamo dinanzi a dati pesanti – spiega De Luca – Credo che abbiamo la possibilità di governare la situazione rispettando però alcune condizioni. Su sei milioni di abitanti questi dati rappresentano un problema gestibile. Ma se abbiamo comportamenti irresponsabili, se altri demoliscono ciò che gli altri costruiscono, il problema rischia di divenire drammatico”.

Quindi bordate al premier Giuseppe Conte e all’esecutivo centrale: “Io la penso diversamente dal governo – attacca De Luca – Ritengo che le mezze misure non risolvono nulla e aggravano le condizioni di vita dei concittadini. Mi spiace che ancora l’Italia si rivela il Paese del “mezzo mezzo” e del “fare finta”. Non facciamo mai la verifica concreta della realtà. Mi spiego. Non possiamo decidere di stare tutti a casa e poi consentiamo di andare nei parchi o di fare attività sportiva individuale. Non possiamo dire che possiamo tenere una distanza di un metro e consentire ai locali di restare aperti per due settimane. Nella realtà non si controlla niente. La politica delle mezze misure provoca che l’80 per cento dei cittadini corretti vivono una vita pesante perché c’è un 20 per cento di incivili. Rischiamo di trascinarci un calvario per mesi. Rischiamo di penalizzare le persone corrette senza avere un risultato. Ritengo che sia arrivato il momento di chiudere tutto e militarizzare l’Italia. Militarizzare significa che se l’obiettivo è contenere il contagio per evitare di contare migliaia di morti tutti i corpi dello Stato devono essere funzionalizzati a questo scopo. Abbiamo chiesto da parecchio tempo l’invio delle forze armate per il controllo del territorio a supporto delle forze dell’ordine. A breve arrivano 100 unità. E’ una cosa che apprezzo ma che non servirà a molto”.

De Luca ci va giù duro: “Siamo in Campania. La prima emergenza in Italia è la Lombardia. Provo a immaginare cosa succederà se dovessimo perdere il controllo nell’area metropolitana che ha un’altissima densità, tra le più alte in Europa. Servono misure definitive e chiare. Le misure tampone non servono. Questo vale anche per le forze dell’ordine: non possiamo tornare ad essere l’Italia che fa finta. Se c’è una pattuglia essa deve avere il potere di controllare. Bisogna sanzionare, sequestrare la macchina di chi è in giro senza motivo, far rispettare le ordinanze. Rischiamo di avere un’esplosione di contagio. Il quadro non è rassicurante”.

De Luca rivendica la necessità “di fare un linguaggio di verità. Le cause del contagio in Campania sono legate in primis al rientro incontrollato dal Nord del controesodo. Secondo motivo è il contagio del personale sanitario, un dato preoccupante. Dobbiamo mettere in campo il massimo della cautela per medici e infermieri. Se si arriva al 20 per cento di operatori sanitari contagiati salterà tutto. Poi c’è inciviltà, che incide negativamente. Noto bestialità di componenti rilevanti della nostra società che non rispettano per nulla le ordinanze che impongono il domicilio. Qui in Campania il 20 per cento dei cittadini che nell’area metropolitana vive come se niente fosse avvenuto. Ciò equivale ad avere in casa una bomba che può esplodere in pochi giorni. Inizio a rivolgere un appello ai campani e di Napoli in particolare. Cari amici, potete fare ciò che volete ma dovete sapere che se continua quest’andazzo conteremo i morti e rischiamo di non avere più posti per ospitare i vostri padri e le vostre madri. Dalla Lombardia arrivano immagini drammatiche. Sapete cosa significa nell’area metropolitana campana imboccare questa discesa verso il contagio incontrollato? E’ stata la festa del papà. Abbiamo avuto buontemponi che in strada vendevano le zeppole condite con una bella crema al coronavirus: siamo alla bestialità totale. Allora queste sono le ragioni per cui abbiamo registrato un picco di contagi in Regione. Di fronte a questa situazione e a continui assembramenti, di assenza di forze dell’ordine e polizie municipali, di fronte al fatto che dinanzi agli ospedali c’è gente, come Regione siamo chiamati a fare uno sforzo gigantesco”.

Lo sfogo di De Luca riguarda anche apparecchiature e dotazioni di protezione individuale che sarebbero dovute arrivare dalla Campania pure dalla Protezione civile: “Impegno saltato, sinora non è arrivato nulla. Ci siamo attivati per tentare di risolvere nelle nostre possibilità il problema. Attraverso canali scientifici con Pechino e l’America stiamo cercando fornitori per ventilatori: ne abbiamo presi 150 in Cina. In queste ore stiamo facendo verifiche per procurarci dalla Cina i ventilatori che stanno a terra sempre in attesa che arrivino quelli della Protezione civile. Ci stiamo muovendo sul piano internazionale. Anche sulle mascherine, da soli, come Regione, abbiamo acquistato 1,3 milioni di mascherine P2 e P3, più un milione di mascherine chirurgiche che provengono da aziende campane. Tra mercoledì e giovedì tireremo un sospiro di sollievo perché saremo autonomi per un mese. Da lunedì inizierà la produzione di 50mila mascherine chirurgiche con l’azienda di Nola. Sappiamo che c’è un’emergenza, ma più di questo non sappiamo che fare. Abbiamo comprato 700mila kit per fare test rapidi per individuare pazienti positivi. Li avremo tra tre, quattro giorni. Voglio chiarire che il test non sarà di massa, come invece si dice: il test rapido si farà innanzitutto per personale medico e infermieristico. Dobbiamo trovare gli asintomatici e proteggere il personale sanitario”.

Non solo: “Ci stiamo preparando a un piano C che coinvolgerà pure le strutture private convenzionate. Le cliniche, ad esempio, per i pazienti non Covid e liberare gli ospedali che potrebbero, in caso di situazione a livello lombardo, ospitare solo positivi e pazienti affetti da Coronavirus. Più faremo gli imbecilli più il calvario durerà mesi. Mi arrivano notizie di feste di laurea… Mandiamo i carabinieri con i lanciafiamme”. Una polemica pure sulle ordinanze firmate da De Luca e bollate come anticostituzionali: “Prima di fare filosofia pensiamo alla salute. Servono misure repressive. Conta innanzitutto la salute. Fortunatamente i tribunali amministrativi stanno dando ragione alla Regione. Mi segnalano assembramenti a Napoli, nei quartieri, nei vicoli, anche nell’Agro: sollecito tutti a fare un controllo duro ed efficace con sanzioni”.

Si rivolge anche ai cittadini il governatore: “Non ci angosciamo, non cadiamo nel panico. Il panico non aiuta a risolvere i problemi, ma li aggrava. La situazione è pesante”. De Luca non esclude neppure che a breve qualche città verrà “chiusa”, soprattutto dove alla luce dei contagi elevati ci sono ancora violazioni del decreto.

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