Tiziano Valle

Castellammare, don Gennaro prega in strada: «Chi esce di casa, commette peccato»

Tiziano Valle,  

Castellammare, don Gennaro prega in strada: «Chi esce di casa, commette peccato»

Gira con una Fiat Panda per le strade del quartiere, sul tetto della vettura c’è un altoparlante e attraverso un microfono tutte le mattine pronuncia una preghiera. Un «Ave Maria» che richiama la gente sui balconi. Un momento di raccoglimento e preghiera, perché forse è l’unica cosa che serve in una situazione del genere. Sono tante le persone che si affacciano, in particolare gli anziani, e partecipano sperando nell’intercessione della Vergine.E’ l’iniziativa lanciata da don Gennaro Giordano, parroco della chiesa di Sant’Agostino, nel quartiere Cmi a Castellammare di Stabia. Ad aiutarlo c’è un autista che indossa mascherine, guanti e rispetta le misure di prevenzione necessarie per evitare la diffusione del contagio del virus Covid-19.

«Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te», comincia così il parroco che poi non manca di rivolgere parole di conforto a chi è costretto a stare in casa. «Torneremo in chiesa a celebrare la Santa Messa, torneremo alla nostra vita, ma in questo momento è necessario limitare al minimo le uscite per superare questa situazione – dice don Gennaro Giordano – La nostra iniziativa nasce dalla volontà di non far mancare la parole del Signore in quelle case dove oggi c’è timore, paura.

Il messaggio di Cristo deve non mancare, la gente sa che Dio è al loro fianco nel momento della sofferenza e deve comprendere che uscire di casa rappresenta un peccato. Il Vangelo dice che non bisogna fare male agli altri e se uscendo di casa si contagiano le persone, si commette peccato».Le parole del parroco sembrano una carezza rivolta a quelle persone, in particolare donne anziane, che si affacciano ai balconi e cominciano a recitare l’Ave Maria assieme a don Gennaro. Un momento di preghiera che spezza il silenzio di una periferia che lo stop alle attività, la chiusura dei negozi, ha reso ancora più sola, quasi dimenticata. Un messaggio di speranza che aiuta a vivere con un pizzico di serenità in più la quarantena obbligatoria. In alcune case, nel quartiere Cmi, ci sono anziani che vivono soli e che in questi giorni non possono nemmeno ricevere la visita di figli, nipoti o parenti.

«Anche per questo vogliamo dimostrare che la Chiesa c’è e pure un piccolo momento di preghiera può aiutarli a sentire meno soli», continua il parroco che attraversa tutte le strade del quartiere alla periferia di Castellammare di Stabia benedicendo i fedeli.Sono tante le persone che in questi giorni in città si stanno organizzando per momenti di preghiera. Una sorta di risposta religiosa a quei balconi che invece preferiscono la musica e un momento di svago, per rompere la monotonia della quarantena domiciliare.Al rione San Marco, all’interno del parco dei Pini, c’è una piccola statua di una Madonnina. Ogni pomeriggio un’anziana residente del parco alla periferia di Castellammare scende nel cortile e fa partire la recita del rosario. A partecipare sono decine di donne che affacciandosi alle finestre e ai balconi dei palazzi la seguono. E’ un modo per esorcizzare la paura e affidare a Dio le loro preghiere in questo momento di grande incertezza per tutta l’umanità.

Un modo per alimentare la fede in un periodo in cui purtroppo nemmeno le parrocchie possono essere esenti all’obbligo di stare chiuse per evitare gli assembramenti di persone, che potrebbero favorire una diffusione del virus Covid 19.Iniziative spontanee che vanno ad aggiungersi a quelle anche più moderne che vengono portate avanti dai parroci di Castellammare di Stabia. Molti stanno registrando la Santa Messa e i momenti di preghiera e li stanno pubblicando sui social network, affidando anche messaggi di speranza alla rete. Ma per gli anziani che sono magari meno abituati all’utilizzo di cellulari e pc, quei momenti di preghiera condivisa rappresentano l’unico modo per alimentare la fede in Dio.

Proprio per questo l’iniziativa di don Gennaro Giordano assume un valore ancor più importante e fa registrare la partecipazione di tantissime persone che pur affacciandosi per qualche istante al proprio balcone, possono condividere un momento di preghiera. Un’iniziativa che è stata particolarmente apprezzata dai residenti del quartiere Cmi, che recitano l’Ave Maria sperando presto di poter tornare nella loro parrocchia.

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