Ottaviano. Spazzini di notte, volontari di giorno

Giovanna Salvati,  

Ottaviano. Spazzini di notte, volontari di giorno

La sveglia di Domenico ogni notte suona alle tre e mezza. Indossa la sua divisa blu e arancione. Dal cassetto tira fuori la mascherina e i guanti. Non c’è tempo nemmeno per il caffè. Fa freddo fuori e le luci fioche dei lampioni sono le uniche a fargli compagnia nel tragitto dalla sua abitazione fino a lavoro. La città di Ottaviano è deserta: dorme ancora. Pochi chilometri per arrivare al deposito dove, insieme ad altri colleghi, inizierà il suo turno di lavoro. Perché l’emergenza Covid-19 non ferma la sua attività. Anzi. l’ha raddoppiata, volontariamente e gratuitamente. Domenico ha 38 anni ed è un netturbino. Un operatore ecologico il cui volto è nascosto solitamente dal buio della notte, ma in questo periodo anche da una mascherina protettiva per evitare il contagio. Uno degli eroi silenziosi che ogni notte gira per le strade della città e si occupa della raccolta dei rifiuti. «Ho un contratto a tempo determinato per sei ore di lavoro – spiega – e ho guadagno circa mille euro al mese ma ho deciso di non guardare il contratto questa volta: ho offerto la mia disponibilità a lavorare h24 per essere utile non solo come spazzino, ma anche come volontario». Ogni notte svuota cassonetti e non teme il contagio perché ha preso tutte le precauzioni: scava a volte anche tra i rifiuti per continuare a vigilare sul corretto svolgimento della differenziata. Sei ore su e giù per il paese, senza fermarsi un attimo ma sempre con il buonumore e il sorriso che diventa una carica anche per i suoi colleghi. «Purtroppo non tutti hanno offerto la loro disponibilità – continua Domenico – c’è chi lavora da anni in questo settore, e appena scaduta l’orario di lavoro decide di andarsene frettolosamente, avrebbero dovuto darci loro il buon esempio. Io e altri ragazzi invece abbiamo deciso di lavorare anche fuori orario e gratuitamente. Nessuno ci dice grazie, né ce lo aspettiamo, ma lo facciamo perché sentiamo di farlo, non per ricevere ringraziamenti o approvazione». Come invece accaduto a Santa Maria la Carità, dove invece c’è chi ha lasciato biglietti di ringraziamento agli spazzini (vedi box in pagina). Sempre gratuitamente hanno deciso di offrire un contributo anche come volontari della protezione civile. Dismessa la divisa da spazzino, così Domenico aiuta il Comune: «Stiamo distribuendo farmaci e alimenti alle persone anziane, ma anche solo un sorriso e una parola di conforto: nei giorni scorsi una signora di 90 anni ha chiesto aiuto perché era sola. Dietro le mura domestiche si nascondono dei drammi di solitudine, per loro noi siamo in campo. E lo saremo anche nei prossimi giorni: con i ragazzi della Pro Loco distribuiremo pacchi alimentari e quando ci sarà bisogno di noi, ci saremo sempre». La testimonianza di Domenico è uguale a quella di Pasquale, Luigi, Fabio, Francesco, Giuseppe e tanti altri ancora, che ogni mattina si svegliano e si rimboccano le maniche. Lo fanno senza guardare l’orologio, senza pensare al compenso economico, lo fanno solo perché la città che ha bisogno di piccoli grandi eroi quotidiani. E per gli eroi silenziosi arriva anche il plauso da parte dell’assessore al ramo, Giorgio Marigliano: «E’ un momento difficile – spiega – ma questi ragazzi stanno facendo un grande lavoro, sono persone che percepiscono uno stipendio minimo e che al contrario di altri hanno saputo dare il buon esempio. Come la stessa società, la Gpn, che a costo zero ha provveduto a sanificare le strade, senza costi aggiuntivi sul servizio, e ci sta aiutando in questa emergenza. Ha dotato sin da subito gli operatori di tutti i dispositivi individuali di sicurezza: siamo convinti che osservando le regole usciremo presto da questa brutta emergenza». Poi l’appello finale, con un’unica voce che parte da Ottaviano ma diventa un invito per tutti: «Vi prego – dice Domenico – voi restate a casa, fatelo per i vostri figli e familiari, ma fatelo anche per noi che nonostante il rischio siamo in strada per garantivi un servizio e senza paura». Giovani che diventano un modello in un momento in cui sembra più facile scoraggiarsi e arrendersi.

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