Il direttore sanitario in corsia. «Allo stremo ma non mollo»

Salvatore Piro,  

Il direttore sanitario in corsia. «Allo stremo ma non mollo»

«Mi gira la testa, sono molto provato. Ma la stanchezza, ora, non ho il diritto e neppure il tempo per sentirla». E’ distrutto, però non abbandona il campo. Ha la voce fioca, avverte un leggero capogiro. Così prende una sedia e per un attimo si accomoda. La barba è incolta, il viso sfatto. Ma Fernando Siani, il direttore sanitario dell’ospedale di Boscotrecase da sei giorni in trincea nella guerra contro il Coronavirus, sa bene che ormai non può e non deve mollare: «La mia è una missione » confessa il direttore del Covid hospital di Boscotrecase «che sto portando avanti insieme a tutti. A partire dalla direzione strategica dell’Asl Napoli 3 Sud, passando per l’intero personale sanitario. Qui a Boscotrecase medici e infermieri stanno dando il massimo, affrontando la lotta al virus con immenso senso del dovere e grande responsabilità. L’obiettivo è curare i contagiati. Ma pure quello di tranquillizzare il nostro popolo ». Frasi che sembrano non più appartenere a un medico. Bensì al vecchio capitano di una nave. Che per giunta, adesso, è in balia delle onde. Nel bel mezzo di una tempesta, inattesa e dall’esito incerto.

Ma dalla nave non si scende. Si resta a galla, aggrappati alla vita. Si continua a combattere. «La pandemia ci ha travolti. Ha sconvolto le nostre vite, il nostro stesso ospedale. L’emergenza, insomma, è pesante. Anche perché ci vede proiettati verso un impegno sempre più gravoso, con l’apertura di nuovi posti letto oltre quelli attivati fino a oggi. E ciò impegnerà un maggior numero di dipendenti. A tutti loro va il mio personale ringraziamento ». Un ultimo paziente è stato appena ricoverato. Il direttore sanitario allora prende informazioni, aggiusta la sua mascherina color arancio. Infine scappa via. Prima di andare, Siani ringrazia Metropolis, che ha organizzato una raccolta fondi per il Covid hospital di Boscotrecase e a sostegno dei medici in trincea: «Un’idea eccezionale. Non trovo altro aggettivo per descriverla. Vi ringrazio di cuore». Il sesto giorno di racconti dal “fronte” dell’ospedale in lotta, registra ancora otto pazienti ricoverati al pronto soccorso. Tutti, appena dopo il pre-triage, sono in attesa dei risultati dei tamponi. Venti i posti disponibili in terapia intensiva.

Trenta nel reparto della sub-intensiva, allestita al secondo piano dell’ospedale in guerra a seguito di una delibera urgente firmata sei giorni fa dalla direzione strategica Asl Napoli 3 Sud. Al via ieri, a Boscotrecase, due fondamentali novità per provare a sconfiggere il Coronavirus. La prima: è a regime il sistema di sanificazione robotica, con tecnologia no-touch, in grado di disinfettare gli ambienti ospedalieri e le tendostrutture in otto minuti. Il robot per la sanificazione prodotto negli Usa (vedi altra foto in pagina) è stato infatti consegnato al personale. La seconda, più rilevante, riguarda l’ok alla sperimentazione – per i soli pazienti ricoverati in terapia intensiva – del “Tocilizumab”. Ovvero il famoso farmaco contro l’artrite. Non tutto, però, è pronto. «L’ospedale è pieno. La struttura non è ancora adeguata» denuncia un infermiere «i rischi di contagio per gli operatori sono altissimi. Ho paura. La mia famiglia, la mia salute, la mia vita, valgono più di mille euro al mese».

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