La crisi degli ambulanti: «Il Governo promette 600 euro, ma non arriviamo a fine mese»

Teresa Palmese,  

La crisi degli ambulanti: «Il Governo promette 600 euro, ma non arriviamo a fine mese»

«Il Governo ci ha promesso 600 euro mensili e lo stop a mutui e finanziamenti. Da Lunedì (domani, ndr) si partirà col modulo online e col pin semplificato. E’ chiaro, però, che non può bastare. Ci aspettiamo nuovi interventi, soprattutto perché ci sono molti ambulanti che – nonostante siano a casa senza lavoro – continuano a sostenere le spese per gli affitti». Arcangelo Franzese, presidente Avac, associazione venditori ambulanti campani, s’è reso promotore – insieme al coordinatore Aniello Ciro Pietrofesa – di un nuovo organo, il Cra (Coordinamento regionale delle associazioni del commercio su area pubblica), per fronteggiare la crisi economica che ha travolto la categoria dopo la diffusione del Covid-19. «Il coordinamento è nato proprio per risolvere quello che rappresenta un dramma per il commercio dell’ambulantato regionale – spiega Franzese-. Non ci aspettavamo una situazione simile e inizialmente abbiamo persino preteso la riapertura di tutti i mercati. Alla luce poi della gravità della situazione, siamo stati noi stessi a invocare la tutela dei venditori e della clientela sospendendo le fiere, scontrandoci anche con tante altre piccole associazioni locali preoccupate per la crisi senza precedenti. Poi ci siamo messi immediatamente a lavoro per una nostra tutela. Da subito, dopo il decreto Cura Italia, ci siamo opposti pesantemente all’ipotesi di un indennizzo di appena 500 euro per le partite Iva. Abbiamo ritenuto la cifra bassa e abbiamo chiesto subito il blocco dei tributi fiscali e comunali, nonché dei rateizzi, il congelamento dei mutui, lo stop delle assicurazioni dei furgoni, il conguaglio economico per piccole spese, con tanto di rinvio dell’acquisto del registratore telematico a marzo 2021». Il sindacalista, da sempre in prima linea anche insieme a Vincenzo Falanga di Pompei, portavoce di altri 180 lavoratori locali, sottolinea che «grazie alla pressione del coordinamento, sono stati previsti piccoli finanziamenti fino a 3mila euro, rimborsali in 18 rate a tasso agevolato. Dopo un primo rifiuto delle banche, abbiamo vinto la nostra battaglia ottenendo lo stop delle rate. Il prossimo passo sarà chiedere a 550 amministrazioni campane l’annullamento dei tributi locali, a partire dalla Tari e dalla tassa relativa all’occupazione di suolo pubblico per tutto il 2020. Chiederemo anche un indennizzo superiore ai 600 euro, parliamo di una cifra che non basta per sostenere una famiglia. Per cui restiamo comunque in stato di agitazione», conclude.

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