Teresa Palmese

Pompei, il virus dimezza la sicurezza: mancano le guardie agli Scavi

Teresa Palmese,  

Pompei, il virus dimezza la sicurezza: mancano le guardie agli Scavi

Due assalti per mano di criminali disposti a tutto registrati nel giro di appena sette giorni, l’allarme sicurezza negli Scavi di Pompei viene fuori in tutta la sua drammaticità. Il Covid-19, il virus partito da Wuhan che sta uccidendo in Italia e nel mondo, ha rivelato l’altra faccia della sua medaglia. Non soltanto ha provocato l’emergenza sanitaria, ma ora “arma” delinquenti spietati e pronti a tutto pur di incassare denaro sporco. E’ il caso degli episodi verificatesi all’interno del sito archeologico tra i più famosi al mondo. E c’è pure dell’altro ad allarmare i sindacati e gli addetti ai valori che sentono forte e chiara un’altra grave minaccia. I reperti antichi sarebbero a rischio come non mai, complice l’affare fiutato dai predatori dell’arte. Già, perché l’intrusione del ladro di appena 25 anni nella zona di Villa dei Misteri, tra Villa Diomede e Ingresso Tombe, è stato favorito dalla chiusura del corpo di guardia, disposta dal dirigente nel rispetto delle restrizioni imposte dal Governo per limitare il contagio del coronavirus. Quella zona dalla quale il bandito è penetrato, ovvero quella a ridosso del casello autostradale per intenderci, rappresenta il secondo corpo di guardia degli Scavi, oltre a quello dell’Anfiteatro, dove ormai non c’è un controllo stabile perché chiuso al fine di ridurre al minimo la presenza del personale in servizio. Una riduzione dovuta dunque all’applicazione di quanto disposto dall’ultimo decreto al fine di contrastare la diffusione del coronavirus. Un taglio che potrebbe mettere a rischio l’intero sistema di sicurezza degli Scavi di Pompei, confermato dal raid architettato dal giovane che – quasi come un gioco da ragazzi – è riuscito a penetrare tra le domus in pieno giorno rubando frammenti antichi di vasi. Soltanto successivamente, dopo la segnalazione della vigilanza e dei custodi, e dopo un’accurata indagine dei carabinieri – guidati dal capitano Luigi Cipriano, dal maresciallo Angelo Esposito e dal brigadiere Domenico Pocobello del posto fisso degli Scavi – l’uomo è stato individuato all’interno della sua abitazione insieme ai reperti trafugati. Un caso che merita ora di essere monitorato e soprattutto potrebbe rivelarsi decisivo per far scattare la riapertura del corpo di guardia, come già successo all’ingresso di Porta Anfiteatro, dove una banda di criminali – dopo aver spostato una fioriera entrando a marcia indietro con un furgone fino ai cancelli del sito per tentare di portare via la postazione bancomat – ha guadagnato la fuga speronando persino una volante della polizia. E l’altra giorno, invece, M.J., appena 25 anni, già arrestato, ha agito da solo e in pieno giorno per rubare reperti. Ha forzato la recinzione degli Scavi dalla zona di Villa dei Misteri piombando tra le rovine della città sepolta tra Villa di Diomede e Ingresso Tombe. In una manciata di minuti, già sapendo dove mettere le mani, un colpo studiato a tavolino, è piombato su alcuni frammenti di vasi antichi e – dopo averli disposti all’interno di un borsone – s’è dato alla fuga. Pensava di averla fatta franca, ma non aveva fatto i conti col sistema di videosorveglianza del parco archeologico e soprattutto col personale di vigilanza che ancora una volta s’è rivelato decisivo per incastrare i predatori di storia antica insieme alle forze dell’ordine.  L’intrusione è stata registrata esattamente sabato pomeriggio, tra le 14,30 e le 15,30. I custodi in servizio per la salvaguardia del sito, allertati dai colleghi di turno al servizio di videosorveglianza, della presenza di un intruso all’interno degli Scavi, sono piombati immediatamente sul posto dopo aver avvertito i militari dell’Arma. Nel perlustrare l’area non rilevavano la presenza di intrusi, né tantomeno danni al monumento, notavano, invece, il rimaneggiamento delle recinzioni adiacenti al cancello d’ingresso Tombe. Da qui è scattata l’indagine.

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