Corsa per cure anti Covid, obiettivo vaccino 2020. Garattini: «Oossibile produzione entro l’anno. Da Usa bene test su topi»

Redazione,  

Corsa per cure anti Covid, obiettivo vaccino 2020. Garattini: «Oossibile produzione entro l’anno. Da Usa bene test su topi»

Corsa contro il tempo per testare vaccini e farmaci contro il coronavirus: mentre le agenzie regolatorie mondiali sui farmaci si sono mobilitate per creare corsie preferenziali per dare l’OK ai trial clinici, fanno ben sperare i risultati dei primi test su uno dei vaccini in studio, che potrebbe essere applicato con un cerotto direttamente sulla pelle, in modo facile e indolore. Al momento l’Ema in Europa ne sta valutando almeno una dozzina (5 test preclinici sono partiti in Italia) mentre negli Usa e’ stata gia’ avviata da un paio di settimane la sperimentazione sull’uomo, ma l’obiettivo e’ quello di bruciare i tempi e come spiega Silvio Garattini non e’ esclusa la possibilita’ che si possa arrivare a chiudere le sperimentazioni fra dicembre e febbraio e avviare in qualche caso la produzione delle prime dosi entro fine anno. Intanto in Giappone si va avanti con la sperimentazione dell’Avigan, pur non scevro da polemiche e in Emilia Romagna è partito un trial con l’eparina. Il vaccino-cerotto è una promettente possibilità sviluppata da Andrea Gambotto, della University of Pittsburgh e testata preliminarmente su topi in un lavoro su EBiomedicine. Chiamato ‘PittCoVacc’, è un cerotto con 400 microaghi – spiega all’ANSA – che in 2-3 minuti si sciolgono”, rilasciando l’antigene che scatena la risposta immunitaria, la subunità “S1” della proteina virale “spike”. “La possibilità che questo vaccino protegga dal virus SARS-CoV-2 è alta”, sostiene Gambotto; non appena ricevuta l’autorizzazione dall’FDA, spiega, sarà avviata la prima sperimentazione su pazienti. “Speriamo di fare la fase I della sperimentazione in brevissimo tempo, anche il mese prossimo – auspica: in 6-8 settimane puoi avere indicazioni di efficacia, quando si tratta di un vaccino già pochi volontari bastano per vedere se c’è una risposta immunitaria”. Made in Italy invece è il trial con eparina, che ha dato i primi riscontri nei casi di polmonite interstiziale nell’ospedale Castel San Giovanni (Piacenza). La terapia sfrutta da un lato il potere antiinfiammatorio dell’eparina e dall’altro la sua capacità anticoagulante che previene una delle maggiori complicanze osservate nei pazienti covid: la trombosi diffusa (formazione di coaguli nel circolo sanguigno). Intanto in Giappone il protagonista è l’Avigan: la casa farmaceutica Fujifilm Toyama Chemical tratterà con il farmaco 100 pazienti. L’Avigan nasce come farmaco anti-influenzale e può essere utilizzato solo previa approvazione del Governo a causa degli effetti collaterali ancora poco chiari. Anche le autorità che regolano nuove terapie sono in prima fila contro il virus, per dare il via libera sui trial il prima possibile: l’FDA ha avviato il programma Coronavirus Treatment Acceleration Program (CTAP) per velocizzare lo sviluppo di possibili terapie. Lavora h24 per esaminare le richieste che arrivano da aziende, ricercatori e medici impegnati contro il covid, facendo un vero e proprio triage delle richieste e dando risposte rapidissime.

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