Bonus spesa, a Torre Annunziata e Torre del Greco boom di domande. Castellammare ferma al palo

Alberto Dortucci,  

Bonus spesa, a Torre Annunziata e Torre del Greco boom di domande. Castellammare ferma al palo

Torre del Greco. Boom di domande all’ombra del Vesuvio, zero domande a Castellammare e partenza lenta in tutta l’area dei Monti Lattari. Viaggia su due differenti velocità la corsa ai fondi per i «bonus spesa» stanziati dal Governo per fronteggiare la crisi economica provocata dall’emergenza Coronavirus. Avvio decisamente sprint a Torre Annunziata e a Torre del Greco, dove le richieste per accedere ai voucher hanno toccato rispettivamente quota 1.700 e quota 900. Un dato preoccupante sotto l’aspetto sociale, perché capace di fotografare perfettamente il dramma povertà in provincia di Napoli.

Nella città guidata dal sindaco Giovanni Palomba le domande sono state presentate in larga parte – circa 600 – via WhatsApp, mentre le restanti 400 sono arrivate via e-mail all’ufficio politiche sociali. L’obiettivo del settore coordinato dall’assessore Luisa Refuto è cominciare a distribuire i voucher – la scadenza per la presentazione delle richieste è fissata per la mezzanotte di lunedì 6 aprile – entro Pasqua, in modo da consentire alle fasce deboli di acquistare i beni di prima necessità per le «feste in casa». Identico obiettivo a Scafati, la città della provincia di Salerno con il maggiore numero di domande per i bonus spesa: circa mille i «poveri del Covid-19».

Rischia di saltare, invece, la domenica di resurrezione» per i cittadini di Castellammare di Stabia: solo oggi, infatti, l’amministrazione targata Gaetano Cimmino pubblicherà l’avviso pubblico per selezionare gli aventi diritto ai fondi stanziati dal Governo. Tuttavia, per fare fronte al dramma socio-economico, l’ente di palazzo Farnese ha aperto un conto corrente dedicato all’emergenza Covid-19 rivolto a chi vorrà contribuire con un piccolo gesto a regalare un sospiro di sollievo alle fasce deboli. I soldi inviati sul conto corrente saranno destinati dal Comune all’acquisto di generi alimentari, farmaci e beni di prima necessità per chi oggi vive in condizioni di disagio nonché all’acquisto di mascherine e materiale sanitario indispensabile per la tutela di medici e infermieri dell’ospedale San Leonardo. Partenza lenta in ogni città dei Monti Lattari: la media a Gragnano e dintorni non supera le 80 domande.  Un numero basso, ma legato alla pubblicazione a scoppio ritardato dell’avviso pubblico. L’obiettivo di consegnare i buoni spesa prima di Pasqua qui sembra difficile da centrare così come a Santa Maria la Carità e a Sant’Antonio Abate.

Bonus spesa pronti a essere erogati,  invece, a Sorrento. Qui l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo stima in almeno 300 le possibili richieste per accedere ai contributi per l’acquisto di generi alimentari. Per aumentare gli importi per il sostegno alle fasce deboli, il Comune ha anche lanciato una campagna solidale con donazioni da effettuare su un apposito conto corrente. Ferme al palo le amministrazioni comunali del Miglio d’Oro: sia a Ercolano, sia a Portici e San Giorgio la corsa ai voucher partirà solo in giornata. Nella città degli Scavi registrati i primi malumori, con una piccola folla accalcata davanti al municipio per ritirare i pacchi alimentari: «Qui il dramma sociale si tocca con mano, bisogna tenere alta l’attenzione», l’allarme del sindaco Ciro Buonajuto.

Nell’area vesuviana, infine, le selezioni procedono speditamente a San Giuseppe Vesuviano (200 richieste), Ottaviano (140) e Poggiomarino (160). Restano in attesa dell’avviso pubblico delle rispettive amministrazioni comunali, infine, gli indigenti di Terzigno e Striano. Dove, fino alla mattinata di ieri, non era stato neanche definito l’avviso pubblico per indicare i requisiti per accedere ai bonus spesa.

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