L’anziano guarito torna a casa: «Ora deve farcela mia moglie». Meta accoglie commossa il “paziente zero”

Salvatore Dare,  

L’anziano guarito torna a casa: «Ora deve farcela mia moglie». Meta accoglie commossa il “paziente zero”

«Finalmente, ce l’ho fatta. Adesso non vedo l’ora che anche mia moglie possa tornare a casa». E’ un’emozione vera, autentica, quella che racconta con forza al sindaco Giuseppe Tito appena scende dall’ambulanza che lo ha riportato a casa. Il professore Eugenio, il “paziente zero” di Meta, il caso numero uno di coronavirus in penisola sorrentina, ha sconfitto una volta per tutte il mostro venuto dalla Cina. Ha lottato come un leone ed è guarito, definitivamente. Niente più Covid 19, niente più infezione, niente più timori. Il settantacinquenne è un assoluto esempio di vigore, voglia di vivere. Che sta trasmettendo a distanza pure alla moglie, ricoverata – sempre per coronavirus – al Covid hospital di Boscotrecase: «La signora è in buone condizioni e auspichiamo che a breve possa debellare questa malattia così infame e letale – dichiara il sindaco Tito – Il mio sogno è che a breve il signor Eugenio e sua moglie possano ricongiungersi e ritrovarsi. Per noi, per l’intera comunità, per tutti quelli che stanno lavorando negli ospedali, per i pazienti ricoverati e i loro familiari, Eugenio è un piccolo grande simbolo di riscatto». L’anziano era stato trasportato all’ospedale Cotugno di Napoli lo scorso 19 marzo, poche ore dopo aver avuto la conferma del tampone positivo esaminato anche dallo Spallanzani di Roma. E’ stato curato e seguito con determinazione e professionalità da medici e infermieri. E le terapie hanno subito fatto effetto, proprio mentre anche la moglie è risultata infetta da coronavirus. La donna, trasferita a Boscotrecase, «sta meglio» precisa Tito. Che spera di poter dare un lieto annuncio magari dopo Pasqua: «Sarebbe fantastico accogliere anche la signora». Il sindaco, ogni mattina, alle undici in punto, diffonde il bollettino medico a proposito dei contagiati attraverso videomessaggi diffusi sul proprio profilo Facebook. In particolare, Tito ha sempre avuto attenzione per il signor Eugenio e la moglie, oltre che per i familiari degli altri tre pazienti, non ospedalizzati. «Ci siamo tenuti in contatto costante e oltre a informazioni sulle loro condizioni mediche, da uomo e da sindaco ho provato a trasferire loro l’incredibile ondata di affetto dimostrata dal popolo di Meta – spiega il primo cittadino – Appena mi hanno comunicato che il signor Eugenio era clinicamente guarito ho fatto un salto di gioia. Una cosa straordinaria, che mi ha segnato, dandomi una spinta affinché si possa ulteriormente andare avanti seguendo le direttive di governo e Regione Campania per frenare l’avanzata del contagio». Trasportato da un’ambulanza dell’associazione Croce bianca Sorrento, il signor Eugenio è tornato a casa, nella sua Meta, nel primo pomeriggio di ieri. Berretto grigio, mascherina chirurgica, guanti, giubbotto nero, scarpe scure e pantaloni porpora. Tra le mani, una busta rossa. In piedi, fiero e orgoglioso, accanto a un operatore sanitario che l’ha accudito nel viaggio di ritorno, da Napoli a Meta. «Grazie Eugenio, siamo fieri di te. Ti auguro ogni bene possibile» le parole di Tito appena il paziente ha finalmente rimesso piede nella sua città. «Adesso – chiosa il sindaco – aspettiamo la signora».

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